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GLI ESERCITI DEL D.B.A.

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Epoca degli imperi Medio-Orientali (1-30).

(1)Sumeri e Akkadici.
I Sumeri, popolazione di origine asiatica, fondano in Mesopotamia (in Greco significa "tra i fiumi") numerose città-stato (Ur, Uruk, Lagash, Umma) circondate di mura, torri e fossati, entro le quali sono eretti gli ziggurat, templi a gradoni.
Il governo è retto da un lugal o en-si (sovrano) appoggiato alle classi degli scribi (che usano scrittura cuneiforme) e dalla classe dei sangu (sacerdoti), proprietari di vaste terre. Seguono le classi degli artigiani, dei contadini di città, dei contadini di campagna e dei servi (inizialmente prigionieri di guerra).
Le principali fonti riguardo alle armi sono i ritrovamenti archeologici e inconografiche, in particolare le sculture rinvenute nel "Cimitero Reale di Ur", lo "Stendardo di Ur" (al British Museum), le tombe di Kish, lo Stendardo di Mari (un guerriero innalza un'asta con l'insegna del toro) e la più tarda "Stele degli Avvoltoi" di Lagash (al Louvre), che commemora la vittoria di Eannatuma I re di Lagash sulla città di Umma (il Dio è armato di mazza e rete per prendere i corpi dei caduti). In lingua sumerica sono scritti i primi poemi epici: il Ciclo di Gilgamesh e l'Epopea di Atramhasi.
Gli eserciti sono formati da contingenti cittadini ed anche i templi hanno l'obbligo di contribuire mentre gli operai sono mobilitati solo in caso di emmergenza.
Sono impiegati carri pesanti a quattro ruote piene trainati da 4 onagri o emioni (HCh) oppure carri più leggeri con 2 o 4 onagri (LCh), che portano un cocchiere ed un lancia-giavellotto, affiancati da masse compatte di fanteria armate di grosse scuri di svariati tipi (Ax), tridenti, alabarde (Ax) pesanti lance a due mani (Pk), protette da elmi di cuoio o di bronzo, gonnellini, mantelli in stoffa o pelle maculata e da alti scudi quadrangolari con 9 borchie (3x3), con al seguito sacerdoti divinatori (Fw). Archi e frecce (Ps) sono utilizzati prevalentemente per la caccia mentre i pochi cavalli, chiamati anshe-kur-ra (Asini di Montagna), sono riservati ai carri dei comandanti. Dipongono inoltre di macchine d'assedio e di carri a quattro ruote per i trasporti.
Le difese sono integrate con canali e muraglie come le grandi opere chiamate "Muro del Paese" di Shulgi ed il "Muro di Amurru" (da amurru, occidente) di Shu-Sin, contro i nomadi chiamati Amorrei (occidentali), che in parte sono assimilati e riescono a fondare proprie dinastie in alcune città.
Nella lotta tra le città (1) si inserisce il re semita di Akkad che crea un corpo permanente retribuito con il bottino, utilizza il terrore come arma psicologica ed unifica il territorio assumendo il titolo di "re delle quattro parti del mondo". Davanti al proprio nome pone il simbolo di una stella, ad indicare le proprie origini divine.
Akkad abbandona l'impiego delle truppe pesanti e privilegia quelle leggere, con uso diffuso di elmi, archi e giavellotti, pochissimi scudi ed armi protettive del corpo, mentre il carro rimane in uso solo per il comandante. Il poema "La maledizione di Akkad" menziona l'impiego di asce in rame mentre la stele di Naram-Sin (al Louvre), raffigura la lotta tra Akkadici, armati principalmente di archi e corta lancia, e Gutei; il re di Akkad ha un elmo munito di corna.
L'impero Akkadico si espande fino alla Siria (4b) ma è infine abbattuto dagli Hyksos (8a).

(2) Egiziani dell'Antico e Medio Regno.
L'Egitto predinastico è un mosaico di regni camiti indipendenti. Nella necropoli Abydos dell'Alto Egitto sono state rinvenute le Tavolette d'Avorio con geroglifici fonetici, forma di scrittura più antica di quella sumerica.
Una monarchia teocratica basata su un'aristocrazia feudale riunifica l'Egitto e dà inizio all'Antico Regno (11 dinastie). L'evento è narrato nella "Tavoletta di Narmer": re Narmer unisce la corona bianca a punta dell'Alto Egitto a quella rossa piatta del Basso Egitto. Le capitali Bouto (del Basso Egitto) e Hieraconpolis ("Città del Falco" per i greci, dell'Alto Egitto) lasciano il posto alla nuova capitale Men-Efer (Menfi, forse "Buon Posto").
Il regno occupa parte della Nubia con le sue miniere (3), che fornisce truppe (Bw), e deve difendersi dai predoni (shasou) della Siria (4b) e della Libia (4a). I nemici sono chiamati "I Nove Archi" o il "Popolo dell'Arco".
Lentamente tutte le terre divengono proprietà del sovrano o dei templi. La società è divisa in caste di militari, potenti sacerdoti e scribi (Fw), contadini proletari (Ps), che prestano servizio militare come corrispondere come una tassa. L'esercito è basato sulla fanteria leggera armata di giavellotti o archi e frecce con punte in pietra o osso (Bw). Gli arcieri (chiamati sitiou) sono sia egiziani che mercenari, per lo più nubiani (medjaw, odierno bedja), meno diffusamente libi. La fanteria pesante, meno numerosa, è armata di asce di rame e grandi scudi in legno coperti da pelle d'ippopotamo, a base dritta. Sono inolte impiegate mazze, fionde, lance (Sp). Lo stato fornisce le armi e le vesti, che spesso sono un semplice perizoma. Gli ordini sono comunicati anche con corni a fiato mentre per il trasporto sono impiegati gli asini (Fw). Le fortezze sono affidate a funzionari regi.
Sulla tomba di un kaemhesit (V dinastia), a Saqqara, è reffigurato l'assedio di campo fortificato attaccato da zappatori e truppe armate d'ascia con una scala su ruote; un altro assedio è raffigurato nella tomba di un inti a Deshasha, con una scala, dei sabotatori, truppe armate d'ascia, nemici asiatici trafitti da frecce e prigionieri. Il testo autobiografico del funzionario Uni descrive l'esercito composto da egiziani, nubiani e libi, il trasporto fluviale, le devastazioni ed i prigionieri. Segue un periodo di anarchia con i 42 hasep (province, per i greci nômi) in lotta tra loro (2), documentato dal "Lamento di Ipu-wer" sulla caduta di Menfi ad opera dei nubiani ribelli; dal testo che decanta le abilità guerriere sulla tomba alla Moalla Ankhtyfu del monarca di Hefat e quello su Khetiy principe di Asyût. Nella tomba di Mesehti principe di Asyût sono stati rinvenuti 2 gruppi di figurini su base di legno di 4 x 10 uomini: uno di egiziani con perizoma, lancia con punta a foglia d'alloro e scudo in legno coperto di pelle con bordo superiore a ogiva; l'altro di nubiani armati d'arco. Nelle tombe sono raffigurati esercizi ginnici, danze guerresche, assalti a fortezze merlate mediante ripari mobili e travi per sfondare le porte. La stele funeraria di Gebelein, a sud di Tebe, raffigura un complesso organizzato di nubiani con archi e cani. Le "Istruzioni per Merikara" (XXIII dinastia) raccomanda di aver cura dei guerrieri (ih3yw), che dopo 20 anni di servizio entrano nella riserva, e di istruire i coscritti (s'qyw), nomina le fortezze di coloni-soldati nel Basso Egitto, presso Suez,e a Mina, nel Medio Egitto.
Il Medio Regno (7 dinastie) inizia con la riunificazione dell'Egitto (ad opera delle dinastie XI e XII), con capitale No-Amon (Città di Amon), che i greci chiamano Tebe "Dalle Cento Porte": è represso il feudalesimo, sono respinti predoni beduini contro i quali è eretto il "Muro del Principe" al limite sud del delta (XII dinastia) e si espande il commercio. Amenemhat I estende il regno a sud e Sesostri III raggiunge la seconda cateratta, erigendo una stele commemorativa a Semna. La pittura di Beni-Hasam raffigura un mantelletto con un lungo uncino per sbrecciare i merli; sulla tomba principesca di Anta, a Deshasheh, è raffigurato l'assedio della città siriana di Nedia. Le testimonianze comprendono gran parte dei dispacci della fortezza di Semna, conservati fino ai giorni nostri, l'Inno a Sesostri III ed il celebre romanzo di Sinhue.
Le forze armate sono organizzate con un "Sovrastante ai Deserti Orientali", un "Sovrastante al Deserto Occidentale" ed alcuni "Sovrastanti ai Cacciatori", questi hanno il compito di scortare le carovane con mercenari nomadi. I feudatari forniscono contingenti, in base alla popolazione, guidati da funzionari regi. I guerrieri (ih,wty) sono affiancati da "compagni" (Smsw), militari di professione. Sono impiegate le spade e raramente l'elmo, che spesso è piumato. La flotta è rafforzata ingaggiando navi dalle città fenicie.
Il Delta è invaso dagli Hyksos (8a).

(3) Nubiani.
Abitano a sud dell'Egitto e sono chiamati "Cusiti" dagli Egiziani e "Aithiopes" (facce bruciate) dai Greci. I Romani chiamano il paese Nubia. Il regno principale è quello di Meroe, il cui trono si trasmette secondo la linea femminile.
L'esercito impiega diffusamente l'arco (Wb, Bw, Ps).
Hanno sporadiche lotte con i vicini Libi (4a) che forniscono loro mercenari, subiscono la penetrazione e colonizzazione dell'Egitto (2, 11, 20), riescono più volte a liberarsi e giungono al trono egiziano con la dinastia Etiope.

(4a) Primi Libi.
Appartengono a tribù camite e semite, sono chiamati libu dagli Egiziani. I greci chiamano tutto il continente Libia (dal nome del vento Libis, Libeccio).
L'aristocrazia guerriera (Wb) alla testa dei mobili combattenti tribali (Ps) disturba i traffici Egiziani, combatte i vicini Nubiani (3), compie scorrerie in Egitto e ne subisce le spedizioni punitive (2). Dall'Egitto proviene anche l'invasione degli Hiksos (8a).

(4b) Primi Siri.
I Siri, di origine semita, sono chiamati anche Aramei, occupano le zone interne tra Fenicia e Mesopotamia, sviluppano il commercio e diffondono in tutto il Medio Oriente loro scrittura, l'aramaico.
I nobili combattono su carri (HCh) alla testa di guerrieri (Pk, Bw) e bande (Ps).
Le loro città (Damasco è la principale) beneficiano delle correnti di traffico tra l'Egitto, la Mesopotamia e l'Asia Minore. Zone dalle quali subiscono gli influssi culturali e le principali invasioni (1, 2, 4b).

(5) Arabi Medianiti.
Tribù semite e camite, principalmente nomadi e pastori, praticano il commercio carovaniero attraverso la penisola arabica e compiono rapide incursioni su cammelli (Cm, Ps) contro i vicini Egiziani (11, 20, 22), Cananei (15b), Ebrei (13, 19), Babilonesi (18a), Assiri (23).
La Bibbia testimonia che usano anelli d'oro appesi al naso e la falce di luna come simbolo.
Fondano anche alcuni piccoli regni, soprattutto nello Yemen, poi sottomessi dai Persiani (28a), ai confini con la Palestina e la Mesopotamia, coinvolti nelle guerre tra i regni Ellenistici (38a, 41a).

(6) Primi Cinesi della dinastia Shang.
I cinesi nell’antichità si itentificavano con il nome della dinastia e non con il termine "cinesi".
La dinastia Shang unifica la Cina settentrionale con capitale Dayj (6) e contrasta le scorrerie dei nomadi Turchi dell'Asia centrale (7).
Lo stato è fortemente gerarchizzato, sotto il sovrano si trovano i nobili, i sudditi liberi ed infine gli schiavi. È inventata la prima forma di scrittura mista di ideogrammi, pictogrammi e fonogrammi.
Le armi in bronzo, inizialmente prerogativa dei nobili, si diffondono a fianco di quelle in pietra (giada) ed osso. Sono state rinvenute lame d'ascia (Bd), punte di lancia (Sp) e numerose punte di freccia (Ps).

(7) Primi Nomadi dell'Asia Centrale.
Le tribù nomadi dell'Asia Centrale (culture di Tagar, dell'Altaj, della Tuva) formano deboli legami di vassallaggio e compiono scorrerie ai danni delle varie dinastie cinesi (6, 16a, 16b, 16c), subendone le controffensive.
Gli eserciti non sono che bande (Wb, Ps) guidate da nobili su carri (LCh).

(8a) Hyksos.
Il nome greco di questa popolazione semitica deriva dall'egiziano Hekakhasut o hq3wh3swt (Capi dei Paesi Stranieri), utilizzato dal sacerdote Manetone nella cronaca "Fatti Memorabili dell'Egitto", dove descrive la loro invasione nel Delta del Nilo.
Le loro invasioni colpiscono il Medio Oriente (1, 4a, 4b). I loro "generali" (egiziano mr-ms') dominano per un secolo (dinastie XV, XVI e XVII) la zona del delta del Nilo (2) con capitale Avaris. Dopo dura lotta sono cacciati dai principi egiziani di Tebe e dell'Alto Egitto.
L'esercito è formato da carri leggeri con ruote a raggi trainati da cavalli con un uomo trasportato (LCh). I guerrieri sono armati di asce bipenni a lame dritte, curve o a martello in bronzo, daghe in rame, più lunghe per i comandanti (Ax), lance (Sp), archi e frecce con punte in bronzo (Ps). Sono protetti da scudi di strati di pelle bovina con rinforzi metallici e solo alcuni reparti hanno corpetti in cuoio con rinforzi in rame.
Le loro fortificazioni sono costruite su scarpate, efficace difesa dagli arieti.

(8b) Primi Cananei, Ugariti e Siriani.
I Cananei sono una popolazione camita il cui nome significa "Mercanti", loro principale attività. Commerciano principalmente via mare, prodotti di lusso: bronzo, porpora, gioielli, mobili, idoli ed amuleti.
Fondano varie città-stato governate da re, rabbif (principi) o suffeti (giudici), o da oligarchie (Ugarit, Tiro, Sidone, Arad, Tripoli, Byblos, Gebel, Beyrut, Acco) sulla costa Siriana, chiamata dagli Egiziani e dai Greci "Fenicia" (Paese delle Palme, dal greco foinix), ed in Palestina (8b). Subiscono le invasioni degli Ittiti (9) e degli Egiziani (11).
Gli Ugariti sono gli abitanti di Ugarit (odierna Ras-Shamra), che fondano un regno indipendente ed adottano per primi una scrittura alfabetica di 22 lettere (al posto delle precedenti scritture sillabiche), che in seguito si diffonde in tutto il mondo antico. Baal è la principale divinità, 'Anat è la dea dell'Amore e della Guerra.
La città accoglie elementi Hurriti ed è distrutta dall'invasione dei Popoli del Mare.
I Siriani comprendono i piccoli regni e le città-stato dell'interno.
Combattono su carri falcati (LCh) accompagnati da fanti con lance, asce (Ax) e fionde (Ps), arma la cui invenzione è a loro attribuita. Gli elmi sono decorati con la mezzeluna o il disco lunare, simboli della dea guerriera Astarte. Praticano il sacrificio dei bambini e la prostituzione sacra.

(9) Hittiti.
Sono i primi popoli di lingua indoeuropea a giungere in Medioriente (assieme a Hurriti, Mitanni e Cassiti).
Popolazione guerriera, governata da un sovrano e da un potente consiglio (pankus) di nobili proprietari terrieri. I maryannu (Giovani Combattenti) sono la classe dirigente affiancata agli scribi, ai sacerdoti ed ai mercanti.
Grazie alla superiorità che le deriva dall'uso di armi in ferro, crea un vasto stato attorno alla capitale Hattushash, in Asia Minore, si espande verso le coste asiatiche dell'Egeo (10, 17), in Siria (8b), contesa dall'Egitto (11), conquista Ninive e Babilonia (12). L'impero è distrutto dall'invasione dei Popoli del Mare (14a), anche perchè privo di flotta.
L'esercito è composto dai sudditi sottoposti a giuramento e da contingenti forniti dai popoli sottomessi. Solo alcune città sono esentate dall'obbligo di fornire truppe.
Come massa d'urto sono impiegati i carri, ciascuno con due uomini (LCh), in seguito affiancati anche da arciere con arco corto (HCh), seguiti dalla fanteria armata di lance in formazione serrata (Bd, Ax) e di archi compositi in legno e osso o metallici (Ps). Il ferro rende possibile la diffusione della spada.
Sono impiegati arieti e carrette per il trasporto (Fw).
In caso di sconfitta, l'esercito deve purificarsi passando tra le due metà di un prigioniero sacrificato.

(10) Micenei e Minoici.
I Minoici devono il loro nome al titolo dinastico minos, da cui deriva anche il mitico Minosse re di Cnosso. La civiltà minoica si sviluppa sull'isola di Creta, prima terra europea a possedere la scrittura. L'isola è unificata dal re-sacerdote di Cnosso e l'impero commerciale minoico si espande entrando in contatto con i Pelasgi dell'Ellade, gli Hittiti (9), l'Egitto (11) fino ad imporre il protettorato a Cipro. I palazzi hanno ingressi poco appariscenti e merlature a corno taurino. L'impero è distrutto da un eruzione vulcanica e dalle invasioni dei Micenei.
Tra le armi caratteristiche troviamo gli schinieri, armature di grandi placche metalliche, e la labis (ascia bipenne) mentre le decorazioni comprendono delfini, polipi, grifoni, tori, piante, poi stilizzati fino a ridurli a motivi geometrici circolari.
I Micenei sono Indoeuropei, guerrieri con cavalli ed armi in bronzo, distruggono l'impero Minoico (10), fondano una serie di città fortificate tra le quali Micene (con la monumentale Porta dei Leoni), Argo, Tirinto, Pilo e Midea e devono difendersi dalle incursioni dei "Popoli del Mare" (14a). Si espandono creando colonie commerciali e militari nell'Egeo, sulla costa dell'Asia Minore (Ionia), lungo le coste del mar Ionio, in Sicilia e Sardegna. Ioni è il termine Assiro per Greci, mentre gli Ittiti li chiamano Akhiyawa (Achei). A differenza dei Fenici, che commerciano prodotti di lusso, trattano soprattutto oggetti d'uso comune (i loro vasi erano già allora famosi).
Ogni città è governata da un wánax (sovrano), a volte affiancato da un gasirewija (governatore) e da equeto (consiglieri). La lawos (aristrocrazia militare) combatte sui carri ed è guidata da un lawagetas ("Capo del Popolo"). Sono presenti una classe sacerdotale e quella degli scribi (usano la scrittura lineare B). Le comunità rurali sono guidate da basiéis affiancato da una gerousia (consiglio degli anziani).
Gli scarsi ritrovamenti archeologici sono affiancati da rappresentazioni artistiche, tra le quali il "Rhyton dell'Assedio", d'argento, il "Vaso dei Guerrieri" e la "Stele dei Guerrieri" a Micene, l'"Affresco della Flotta" di Akrotiri a Thera, il Crarera di Kynos (che raffigura una battaglia navale). Lo stato organizza la produzione e la distribuzione dell'armamento individuale, l'arruolamento e l'addestramento. Le unità sono costituite con multipli di 10.
L'ossatura degli eserciti è, costituita da fanti pesanti (Pk), armati di lancia lunga fino a 3,60 m (enkhos), con punta di bronzo a forma di foglia, lunga dai 23 ai 40 cm; spada o daga (pakana), con nervatura centrale ed a volte riccamente decorata; elmo conico (koru), in bronzo, cuoio o lamine di denti di cinghiale, munito di piuma o corna; scudo (sakos), in legno e cuoio, a forma di torre o 8, munito d'umbrone, che copre quasi tutto il corpo; schinieri in pelle o metallo e corazza (thorax) in pelle con placche in bronzo o cuoio. Sono affiancati da fanti leggeri, raffigurati nudi o con un semplice gonnellino, armati di spada ed elmo (Ax), oppure di fionda, arco semplice o composito in corno e legno, frecce con punte in bronzo, selce o ossidiana (Ps). Un affresco a Cnosso sembra indicare l'utilizzo di mercenari nubiani (Ps), armati di giavellotto (pataja). Sono stare rinvenute anche asce in bronzo a doppio filo. Probabilmente dagli Hittiti adottano l'uso di utilizzare il carro come arma d'urto in unità compatte, ma il terreno li induce ad alleggerirli (LCh). Hanno ruote con 4 raggi, ospitano una auriga ed un combattente armato di lancia, spada e forse arco. La pesante corazza di Dendra, in bronzo, con elmo conico decorato con zanne di cinghiale e schinieri, era probabilmente utilizzata su carro; è l'unica ad essere rinvenuta intera, sono stati inoltre rinvenuti pezzi d'armatura simili e 5 carri. La logistica è affidata ad appositi ufficiali (Equeta) in uniforme (Fw). Le città sono munite di mura, che più tardi i greci definiscono "Cilopiche" per le dimensioni delle pietre, che solo dei ciclopi potevano spostare.
Il poema omerico canta gli eroi (dal greco héros, "Signore") guidati dal wánax andrón (Sovrano dei Popoli) Agamenone re di Micene, che combattono con spade e lance muovendo su carri (LCh) seguiti da fanti armati di lance e pugnali, protetti da scudi di cuoio con rinforzi metallici, di forma rotonda, a otto o a torre, corazze in lamine di bronzo, schinieri di cuoio o di bronzo, elmi di cuoio crestati che i capi ornano con avorio, denti di animali, gemme e piume. I Myrmidoni (uomini-formica) sono una popolazione originaria di Egina, di bassa statura, che combatte a Troia al seguito di Achille "Piè Veloce" re di Ftia, con vesti e scudi neri (Ax, Wb).
Il confronto con i Popoli del Mare determina un maggior bisogno di mobilità e l'alleggerimento dell'equipaggiamento, con l'abbandono dell'armatura, l'adozione di lance più corte (1,5 - 1,8 m), spade più corte (66-74 cm) e solide (xiphos), con filo curvo o ad un solo filo, scudo rotondo (aspis) e pelta. La fanteria leggera indossa una tunica di lino a maniche corte, cintura ed elmo, sembra andare in disuso la fionda ed inziano ad essere utilizzati cavalieri con armatura, elmo e schinieri, forse come esploratori o fanteria montata.

(11) Egiziani del Nuovo Regno.
I Faraoni (significa "Grande Casa" e identifica anche il palazzo) creano un esercito ed una flotta potente e dopo lunga lotta cacciano gli Hyksos dal Delta (dinastie XVII e XVIII), riunificando l'Egitto (11).
Il Nuovo Regno dà il via ad una politica espansionistica, occupa la Nubia (3), respinge le scorrerie dei Libi (4a, 14a), sottomette i principati Palestinesi (8b, 13, 15a) e Siri (4b) fino all'Eufrate, controlla le coste del Mar Rosso (5), occupa Cipro ed entra in contatto con la civiltà Minoica (10).
I momenti di maggior crisi dell'impero sono le dispute religiose, il confronto con gli Hittiti (9) che occupano temporaneamente la Siria, l'invasione dei "Popoli del Mare" (14a) nel Delta, respinti dopo dura lotta, e le invasioni degli Assiri (15a).
Gli effettivi dell'esercito salgono da due corpi di 5.000 uomini (XVIII dinastia) a 3, poi 4 corpi in età ramseside, comprendendo i seguenti ufficiali e truppe:

Le pricipali fonti del Nuovo Regno sono le seguenti:


(12) Primi Assiri.
Popolazione semita che occupa una zona povera e montagnosa a nord della Mesopotamia. Il nome Assur identifica, oltre al popolo, la principale divinità-guerriera e la città religiosa a lei dedicata, ed il titolo del sovrano è Kashush Ilani ("L'Arma di Distruzione degli Dei").
Sottomessa dai Sumeri, si rende indipendente e fonda uno stato militare, retto da un re con l'appoggio di grandi proprietari terrieri che forniscono le truppe.
Sviluppa la metallurgia ed organizza l'esercito con carri capaci di portare fino a 3 o 4 combattenti (HCh, LCh) : auriga, arciere, uno o due porta-scudo (circolare). Ogni carro è affiancato da un cavaliere che può sostituire un cavallo eventualmente ferito ed è seguito da falegnami e fabbri per le riparazioni (Fw).
I cavalieri protetti con corazze di tela o cuoio rinforzate da piastre metalliche e sono armati di lance o di arco; tirano da fermi o smontando (Cv). Sono anche utilizzati cavalieri mercenari Sciti.
I fanti combattono in massa, protetti da maglie di ferro, tuniche di cuoio, lino o rivestite da piastre, alti scudi di vimini, schinieri ed elmi conici a punta o in bronzo intrecciato, armati di lance leggere (Sp), spade, mazze (Ax), archi lunghi e corti (Bw, Ps), giavellotti o fionde (Ps). A volte i fanti si spostano a cavallo.
L'esercito è guidato dal re o da un turtan (comandante), ed è accompagnato da insegne religiose, sacerdoti, astrologi, numerosi animali e veicoli per il trasporto, macchine d'assedio, sabum (guastatori), pontieri e zappatori (Fw). I comandi sono trasmessi anche tramite corni.
Il campo è di forma circolare, munito di torri, con tende circolari ed è noto per il suo ordine.
La guerra è accompagnata da saccheggi, deportazioni e massacri, dettagliatamente elencati nelle loro iscrizioni. Negli scavi archeologici sono state inoltre rinvenute vaste biblioteche con testi astrologici e divinatori.
L'impero Assiro si espande a nord contro Hittiti (9) e Mitanni, a Sud contro gli Amoriti di Babilonia (18a), a est ai danni di Siria (4b) e Armenia, ma la ribellione dei Persiani e dei Babilonesi lo riduce all'antico nucleo.

(13) Primi Israeliti.
Di origine semita, il loro nome significa "Guerrieri di Dio", sono l'unico popolo monoteista dell'antichità.
Occupano la Palestina, creando una federazione di 12 tribù, e combattono i popoli confinanti : a sud le tribù arabe (5) e l'Egitto (11), sulla costa i Filistei (15a) ed a nord i Cananei (15b). Questi ultimi danno loro il nome di Hibri (Ebrei, cioè Invasori).
La coscrizione è obbligatoria. Le armi comprendono spade (Bd), soprattutto lance, scudi forniti dello stato (Wb, Ax) e fionde (Ps) nell'uso della quale eccellono gli "ambidestri" della tribù di Beniamino. In battaglia sono impiegate trombe e corni per la trasmissione degli ordini ed è portata l'Arca dell'Alleanza (WW), simbolo del favore divino.

(14a) Popoli del Mare.
Popolazioni Minoiche cacciate dalla Grecia dall'arrivo degli Indoeuropei (10), invadono il Medio Oriente, distruggono il regno Ittita (9), assalgono la Libia (14b) e l'Egitto (11) da dove sono infine respinti.
Il nome gli è dato dai cronisti egiziani che li descrivono ed illustrano (nei bassorilievi di Ramsete III) come feroci combattenti muniti di elmi crestati o cornuti, corsetti, gonnellini, lunghe spade e scudi rotondi (Bd, Wb, Ps), accompagnati da grandi carri trainati da buoi muniti di gobba (HCh, LCh, WW).

(14b) Tardi Libi.
I Libi sono istruiti dai Micenei di Cirene all'uso dei carri (LCh) che sono quindi detti cirenei, sono leggeri con l'auriga sull'assale ed un saettatore a bordo. Questi carri affiancano le tradizionali bande (Wb, Ps). Una nuova aristocrazia aumenta l'aggressività verso l'Egitto (11, 22, 29) ma subisce l'invasione dei Popoli del Mare (14a).
In seguito le coste sono colonizzate da Cartagine (31a, 31b) mentre da est, dopo una breve occupazione da parte di Persiani, si espande la potenza dei Tolomei (42a, 42b).

(15a) Filistei.
Uno dei così detti "Popoli del Mare", si installa sulle coste della Palestina (che da loro prende il nome), fonda numerose città-stato (Gaza, Ascalon, Ashdod, Ekron, Gat), rette da un seren (re), spesso federate o in lotta tra loro (15a).
I Filistei tentano di monopolizzare la produzione del ferro, combattono le tribù Ebraiche dell'entroterra (13) che riescono momentaneamente a sottomettere, i Cananei (15b), subiscono l'occupazione egiziana (11), sono resi tributari dagli Israeliti, hanno contrasti con gli Assiri e spariscono dalla storia.
L'esercito è simile a quello dei Popoli del Mare, è costituito da carri falcati (HCh, LCh), fanteria locale, mercenaria e dei popoli sottomessi (Bd, Wb, Ax, Ps).

(15b) Tardi Cananei.
Le città-stato cananee affiancano la fanteria (Sp, Ax), gli arcieri ed i frombolieri (Bw, Ps) ai tradizionali carri falcati (LCh, HCh). Lottano a sud con gli Israeliti (13, 19), subiscono le offensive egiziane (11, 20) e si contendono tra loro l'egemonia (15b) :
Sidone (cioé "Pescheria"), il cui esercito comprende degli ach (mercenari) armati d'arco, fonda colonie in Nordafrica, Egeo, Tracia, Colchide ed è distrutta dai Filistei (15a), giunti dal mare.
Tiro (cioé "Roccia") è riconosciuta capitale della federazione fenicia, fonda colonie in Nordafrica (Cartagine), Sicilia, Sardegna e Spagna, ma gli intrighi di corte facilitano l'occupazione Assira (23).

(16a) Tardi Cinesi della dinastia Shang.
La dinastia Shang combatte con esito alterno contro i nomadi del nord-ovest (7), contro il frazionamento feudale ed è infine rovesciata dalla dinastia Chou (16b).
Fa la sua comparsa il carro da guerra, riservato al nobile affiancato da due o tre uomini, trainato da 4 cavalli (HCh) o da 2 (LCh), accompagnato da masse organizzate di fanteria armata di asce (Bd), ma sopratutto l'ascia-daga a manico lungo, simile all'alabarda, chiamata ko (Sp), anche nella versione con nervature centrali chiamata ko-ping (arma-gancio), armi ad asta simili a lance e picche (Sp), protetta da elmi in bronzo che scendono alle spalle e raffigurano facce mostruose, armature in bronzo e scudi di legno coperti di bronzo. Sono inoltre presenti numerosi arcieri armati con arco composito (Bw), efficace sulla corta distanza, e contadini (Ps). La spada è un'arma secondaria.
I nobili celebrano l'eroismo, i duelli, consultano oracoli (iscrizioni su gusci di tartaruga e scapole di bue) ed i prigionieri di guerra sono sacrificati agli dei.

(16b) Cinesi della dinastia Chou e delle Primavere e Autunni.
I Chou, dalla Cina nord-orientale, rovesciano i Shang (16a) e fondano uno stato feudale con capitale Hao (Chou occidentali), spostata poi a Lo-Yang (Chou orientali) a causa delle invasioni dei barbari centro-asiatici (7). Il sovrano assume il titolo di "Figlio del Cielo" (da cui "Celeste Impero"). I feudi della dinastia Chou, attorno al bacino del fiume Giallo, sono chiamati Zhongguo (Stati Centrali, V sec. a.C.), termine che oggi identifica la Cina (Paese di Mezzo).
L'economia è basata sul baratto e la lavorazione del bronzo raggiunge elevati livelli artistici.
Le lotte contro i barbarsi sono descritti nell'opera "Shijing" (Classico delle Odi), la più antica raccolta di composizioni poetiche (sono 305 in tutto): sono menzionate muraglie e fossati, la suddivisione delle terre ed i tributi imposti alle popolazioni sottomesse, come pelli di felini e orsi, tartarughe (le corazze sono utilizzate per le pratiche divinatorie), zanne d'elefante e metalli. Risale a questa epoca la stesura del Tao-Te Ching (Classico della Via e della sua Forza) da parte di Lao-Tzu (Vecchio Maestro); è un libro cifrato di 5.000 parole, testo base del Taoismo ed il libro più tradotto dopo la Bibbia.
I feudatari (fino a 200) si contendono il controllo di imperatori fantoccio ed il susseguirsi di ba (egemoni) è chiamato Ch'un Ch'in (Primavere e Autunni) in un testo attribuito a Confucio (16b, 16c). È inoltre necessario contrastare le scorrerie dei barbari Hsiung-Nu (Schiavi Malvagi).
Aumenta d'importanza la classe degli shi (scolari) che istruiscono i figli dei nobili creando i fututi funzionari. La fonte storica principale di questo periodo è il manuale di tattica e politica "Sei Insegnamenti Segreti".
Gli eserciti risultano poco numerosi, male armati, male organizzati e male riforniti. I nobili seguono il Li (codice cavalleresco), effettuano duelli ad inizio battaglia, e continuano a consultare oracoli.
L'arma principale è il carro, trainato da quattro cavalli, munito di sonagli e con equipaggio fino a quattro uomini (HCh): scih (nobile), cocchiere, lanciere ed arciere. Il seguito scelto del nobile è protetto con giacche imbottite, armature in cuoio e metallo, scudi in cuoio laccato o in pelle d'ippopotamo (Sp, Bd, Cb), il resto della fanteria è costituito da contadini coscritti armati di lance, spade e pugnali (Wb, Ps). Sono introdotte armi in ferro ed i primi cavalieri, impiegati come ricognitori e messaggeri (Fw), con l'importante invenzione della staffa.

(16c) Cinesi dei Regni Combattenti e della dinastia Ch'in.
La Cina è smembrata in una serie di Chan-Kuo (Regni Combattenti): Ch'in, Qi, Chu, Han, Wei, Zhao, Yan.
Il regno orientale dei Ch'in (da cui Cina), agguerrito dalle guerre contro i nomadi, riunifica per la prima volta tutti questi regni (16c). Il sovrano assume il titolo Ch'in Shihuangdi (Primo Augusto Imperatore della Dinastia Ch'in).
I Ch'in deportano parte dei popoli sottomessi, creano un'amministrazione centralizzata con capitale Xian-Yang, dove la nobiltà è obbligata a risiedere. È istituito un conio regolare, sono unificate la scrittura, le misure, i pesi e gli assali dei carri (in base a un'unica larghezza delle strade), sono realizzate grandi opere pubbliche come strade, canali e muraglie contro i nomadi invasori (7). La Grande Muraglia, lunga 3.000 Km, è l'unica costruzione visibile dalla luna.
L'esercito Ch'in rispecchia quelli dei Regni Combattenti: numerosi, ben addestrati e organizzati, ma gli è attribuito un comportamento non cavalleresco che comprende l'inseguimento del nemico sconfitto, il massacro dei prigionieri e della popolazione, mentre tra gli eserciti dei Regni Combattenti è uso concedere all'avversario il tiro della prima salva di frecce. Anche l'opera "Zhanguoce" (Intrighi degli Stati Combattenti), redatta dell'erudito Liu Xiang (I sec. a.C.), descrive i Ch'in simili ai barbari, con mentalità da tigri e da lupi, crudeli ed avidi.
Nell'epoca dei Regni Combattenti la potenza di un sovrano è indicata con il mumero di carri (HCh), che tuttavia perdono d'importanza e vanno lentamente in disuso, progressivamente sostituiti dalla cavalleria secondo l'uso nomade (Cv, LH). Le armi, in bronzo ed in ferro, sono fornite a spese dello stato e comprendono k'ai (armature di ferro), chia (armature in cuoio, anche in pelle di ippopotamo laccata di rosso), chiai (corazze a scaglie, probabilmente in cuoio), mou (elmi in ferro), ko (asce-daghe simili ad alabarde, più corte di quelle tradizionali), lance uncinate (Bd, Sp, Wb), archi compositi (Ps) e kan (scudi in legno a forma di tetto). È inventata la balestra con lama in acciaio utilizzata anche dai cavalieri (Cb, Cv), sono sviluppate le tecniche d'assedio e le macchine da guerra. Il campo viene fortificato. In battaglia gli ordini sono impartiti con strumenti musicali (tamburi, gong, campane) o bandiere, queste sono generalmente nere con raffigurati tigri, serpenti, draghi, fenici e tortore.
Nell'epoca dei Regni Combattenti sono scritti i trattati militari "Arte della Guerra" (del regno Wu), "Le Tre Strategie", il "Wuzi" (Guerra) ed il "Wei Liaozi" (Maestro Wei, del regno Wei), inoltre sono progressivamente aboliti i sacrifici umani, sostituiti da effigi di terracotta nelle tombe (prezioso materiale archeologico). Nella tomba dell'imperatore Ch'in Shihuang sono stati trovati i celebri 7.000 Guerrieri di Terracotta, con 540 cavalli, 130 carri e migliaia di armi in bronzo.
Durante la dinastia Ch'in si diffonde la filosofia Tao con i concetti Yin e Yang, introdotti anche nelle pratiche divinatorie degli indovini al seguito degli eserciti (Fw).
Gli Hsiung-Nu (62), unificati sotto un unico capo, invadono la Cina ma sono respinti verso ovest mentre l'Annam è occupato impiegando un esercito di briganti. In seguito parte della Cina del nord è occupata dai nomadi centro-asiatici, la dinastia Ch'in perseguita la classe degli shi (scolari o letterati) e brucia numerosi libri (tranni quelli tecnici), subisce ribellioni, congiure di palazzo, si smembra nei Tre Regni (72) ed è infine abbattuta da quella Han (54).

(17) Medioevo Ellenico.
Alla civiltà Micenea si sostituisce come classe dominante il popolo indo-europeo degli Elleni (figli di Elleno), più tardi chiamati dai latini Graeci dal nome dalla tribù nord occidentale dei Graikòi.
Gli Elleni chiamano (ancora oggi) la loro terra Hellas, se stessi Hellenas e chi non parla la loro lingua "barbaro" (in origine termine non dispregiativo).
A questo periodo, che per la mancanza di fonti storiche è chiamato Medioevo Ellenico, risale la stesura dei poemi Omerici, la diffusione del ferro e la nascita delle polis, impegnate in continue guerre tra loro (17, 24a) mentre le città ioniche devono anche difendersi dall'espansione degli Hittiti (9).
Non sono state trovate prove che dimostrino la presunta invasione Dorica.
Gli eserciti sono probabilmente una via di mezzo tra i periodi precedente e successivo, comprendendo carri (LCh), cavalieri (Cv), bande di fanti e pochi arcieri (Ax, Bw, Ps).

(18a) Neo-Babilonesi.
Sottomessi dagli Elamiti (18b), poi dagli Assiri (12), si ribellano più volte finché con l'alleanza dei Medi abbattono l'Assiria (23). La dinastia cassita (caldea, aramaica naturalizzata Babilonese) pone la capitale a Babilonia (in accadico Bab-Ilu, "Porta di Dio"). Il re-sacerdoti sono chiamati patêshi.
Il codice delle leggi di Hammurabi (una stele è oggi a Parigi) divide la popolazione in tre classi: awilum (liberi, proprietari e funzionari), muskenum (impiegati e lavoratori) e waroum (schiavi). L'esercito è formato con arruolamenti tra i sudditi, ai quali si uniscono i contingenti dei vassalli; comprende carri (HCh), cavalleria (Cv), masse di fanti (Sp), arcieri (archi semplici) e frombolieri (Bw, Ps). Per gli assedi utilizzano la gis dimtum (torre mobile) e la yasibum (ariete). Per le armi la fonte principale è la Stele di Mari. Hammurabi crea uno speciale corpo di mercanti incaricato di riscattare i propri guerrieri catturati dagli avversari (Fw).
I Babilonesi Sconfiggono gli Egiziani (22) giunti tardi in soccorso degli Assiri, sottomettono la Fenicia, la Giudea (19), saccheggiano Gerusalemme, contrastano le scorrerie arabe (5) e sono respinti dall'Egitto (29).
L'impero neo-Babilonese erige giardini pénsili, la Torre di Belo e la Muraglia Medica tra il Tigri e l'Eufrate per difendersi dai Medi (18c). Questi si alleano ai Persiani (28a) e lo abbattono, ultimo degli imperi semiti.

(18b) Neo-Elamiti.
Popolazione semita che in origine forma una monarchia democratica dove il trono si trasmette per via femminile. La principale divinità è la grande dea Pinenkir.
L'esercito comprende carri (HCh, LCh), cavalieri (LH) e arcieri (Bw, Ps).
Il regno, con capitale Susa (perciò la zona è chiamata anche Susiana), si espande in Mesopotamia (18a), combatte i regni Medi a nord (18c), ma è infine sottomesso dagli Assiri, ai quali fornisce arcieri (23).

(18c) Medi.
Indoeuropei che occupano l'altopiano tra il golfo Persico e il mar Caspio, terra dove si trovano ottimi cavalli. Nomadi pastori, vestono in pelle, lavorano abilmente bronzo ed oro che ornano i loro archi, arma principale (Cv, Sp, Ax, Ps).
I loro piccoli regni guerreggiano a sud con gli Elamiti (18b), subiscono le scorrerie degli Sciti (25), che forniscono anche mercenari, e degli Assiri (23), interessati ai cavalli. Trovano l'alleanza dei Babilonesi (18a) con i quali si dividono i territori dell'Impero Assiro.
Fondano quindi un impero con capitale Ectabana, si espandono ad ovest, occupano Cappadocia, Siria e Palestina ma sono fermati dei Lidi (18d) con i quali firmano un trattato (complice anche un'eclisse). L'Impero dei Medi è abbattuto dai Persiani (28a) e la popolazione è assimilata dagli Iranici.

(18d) Lidi.
Popolazione indoeuropea. Fonda in Asia Minore una monarchia aristocratica che si evolve in monarchia assoluta con capitale Sardi.
Il regno si dedica al commercio, è noto per la sua grande ricchezza dovuta alle sabbie aurifere del fiume Pactole (che si riteneva sia stato toccato dal mitico re Mida) e gli sono attribuiti i primi conii di monete. Respinge i Cimerri (25), sottomette le città ioniche (24a), respinge i Medi (18c), firma con loro un trattato, poi si allea agli Assiri contro i Persiani ed è sottomesso da questi (28a, 28b).
L'esercito è il primo ad avere come nerbo la cavalleria, fornita dalla nobiltà (Kn, LH), affiancata da fanti (Sp, Ps, Ax), occasionalmente da carri e mercenari, tra i quali dei valorosi Egiziani (Sp).

(19) Tardi Israeliti.
Le tribù Israelite formano un regno che si espande ai danni dei Cananei (15b), respinge le incursioni dei Medianiti (5) e resiste agli Egiziani (20) ma si scinde poi nei regni di Israele (a nord) e Giuda (a sud). Gli Assiri (23) occupano il primo deportando la popolazione e rendono tributario il secondo, poi occupato dagli Egiziani (22), infine dai Babilonesi (18a) che distruggono il Tempio di Gerusalemme e deportano gli abitanti (chiamati Giudei).
L'esercito ha adottato i carri (HC, LC) che vengono importati dall'Egitto, e l'impiego degli archi, nei quali continuano a distinguersi i Beniamiti (Bw, Ps), affiancati dalla tradizionale fanteria la cui arma principale rimane la lancia (Ax, Sp, Ps).

(20) Egiziani della dinastia Libica.
La dinastia (XXII) è fondata da discendenti dei "Grandi Capi degli Ha" (capi dei mercenari libici) che approfittano del caos feudale seguito all'invasione assira. Dalla capirale Bubasti unificano l'Egitto, rioccupano la Nubia (3), tentano di espandersi ai danni dei Cananei (15b) ed Israeliti (19) ai quali saccheggiano il tempio di Gerusalemme. Tuttavia il regno ripiomba nella disgregazione feudale.
L'esercito rimane simile ai precedenti con carri (LCh), cavalieri (LH), sherdi (Bd), fanteria variamente addestrata (Wb, Sp), libici armati di scudi o archi (Sp, Bw), arcieri nubiani (Bw) e leve contadine (Ps).

(21a) Primi Indiani.
I nomi di "India" e "indiani" sono dati impropriamente al territorio ed alle popolazioni che abitano il paese bagnato dal fiume Indo, e sono poi estesi a tutto il sub-continente. Il termine hindu compare per la prima volta nell'Avesta, il libro sacro della religione zoroarstriana.
I nomadi Ari (sanscrito Arya, "nobili"), avvantaggiati dall'impiego di cavalli ed armi in bronzo, invadono la valle dell'Indo (Età Vedica Antica) e quella del Gange (Età Vedica Recente) sottomettendo la popolazione autoctona (Dravidi). All'epoca non è ancora utilizzata la scrittura, l'avvento degli Ari è successivamente descritto nel Rig-Véda, il primo dei libri sacri Veda ("Sapere" in sanscrito).
La società è suddivisa in quattro caste (Varna, che significa "Colore"):

Le tribù sono governate da rajah (re), affiancati dal consiglio maggiore (Sabha), formato dai nobili e dai brahmani, e dal consiglio popolare (Samtiti), governano un territorio chiamato Rashtra, suddiviso in distretti (Vish) di uno o più villaggi (Grama).
Le tribù sono in lotta tra loro (21a), subiscono l'espansione dei Persiani (28a) e di Alessandro "Magno" (37), mentre più tardi si forma il regno Maurya che respinge i Seleucidi (41a), si espande nel Deccan (21a) e combatte i regni Tamil dell'India meridionale. All'epoca Maurya le caste sono salite a 7, in base all'occupazione. La decadenza dei Maurya riapre la strada alle invasioni da ovest, prima dei Bactriani (50) e poi degli Sciti (25). Il successivo regno guerriero Gupta riunifica le valli del Gange e dell'Indo, il Malwa, il Gujarart, colonizza il Bengala ed installa colonie commerciali in Cambogia, Vietnam, Giava, Borneo e Bali, che subiscono gli influssi culturali indiani. In seguito l'impero Gupta subisce da ovest le invasioni degli Unni Eftaliti.
L'esercito comprende truppe di tutte le caste, che ricevono una paga, affiancate da mercenari (bhrta) e stranieri. Le vedove di chi muore in guerra ricevono una pensione. Le vesti preferite dei guerrieri sono rosse, ma spesso sono anche gialle, bianche e/o nere. A seconda della ricchezza, i guerrieri indossano orecchini, bracciali, anelli, ghirlande, catene d'oro e di perle, ostentano ventagli, parasoli e caccia-mosche. Il periodo ritenuto favorevole alla guerra è dalla luna di novembre a quella di dicembre, e da quella di febbraio a quella di marzo. Il comandante dispone di una guardia (gulmah). Lo schieramento avviene per clan. Le unità sono organizzate in multipli di 3 o di 10. L’unità di base (patti) comprende 1 carro, 1 elefante, 3 cavalieri e 5 fanti (totale 10). Gli ordini sono trasmessi con tamburi in legno e cuoio, trombe, cimbali, lire, flauti, corni e conchiglie. L’accampamento è munito di tende e fossato, comprende artigiani, bardi, commercianti e prostitute (Fw). I Maurya hanno anche una guardia di palazzo di schiave-guerriere (Fw). Sono utilizzate parole d’ordine e segni segreti per difendersi dalle spie.
L’esercito comprende i seguenti tipi di truppe.

Le armi utilizzate sono le seguenti:


(21b) Kushana.
Cinque yabghu (principi) dei Yueh-Chin (Popolo della Luna) spinti a ovest dagli Hsiung-Nu (62) si alleano ai Saka (Sciti) ed abbattono il regno Greco-Bactriano.
Il regno unificato subisce influenze greche, iraniche, cinesi ed indiane (buddismo), si espande ai danni dei Parti (51) ed in India, sottomette gli Indù (21a) in Punjab e nella valle del Gange dove fonda delle satrapie.
In Asia Centrale si scontra con gli Unni (79), l'espansione Cinese (72) e le divisioni feudali facilitano infine l'invasione Sasanide (73a).
L'esercito risente di influssi romano-ellenistici e centro-asiatici, comprende cavalieri nobili (Kn), cavalieri nomadi saka armati d'arco (LH), fanti iranici (Bd, Ax), elefanti (El) ed arcieri indiani (Lb). Le armi comprendono spade a forma di foglia di tipo indiano, daghe di tipo romano e lunghe spade centro-asiatiche.

(22) Egiziani della dinastia Etiope.
La dinastia (XXV) unifica il sud dell'Egitto, diviso da lotte feudali, pone la capitale a Napata ed infine occupa anche il nord. Contrasta le scorrerie dei Libi (14b), si espande in Palestina (5, 19) e raggiunge l'Eufrate dove è sconfitta dai Babilonesi (18a). Subisce poi l'occupazione Assira (23).
L'esercito, raffigurato nel celebre tempio di Karnak (dove si trova il più grande colonnato mai costruito e dove è stato trovato il più antico patto di non aggressione, tra egiziani ed ittiti), comprende i tradizionali carri (LCh), la cavalleria (Cv), leve egiziane (Sp, Ps), truppe numide e libiche armate di scudi ed archi (Wb, Bw, Ps).

(23) Neo-Assiri.
La dinastia Sargonide riprende l'espansione assira: sottomette i Babilonesi (18a), con feroci campagne militari e l'aiuto di una flotta costruita da fenici e ciprioti (raffigurata su un rilievo a Ninive) occupa l'Elam (18b) per l'aiuto dato ai Babilonesi e per contrastare le incursioni dei Medi (18c) e degli Sciti (25), soccorre la Lidia contro i Cimerri ed ottiene da quella un tributo, cancella dalla storia i Filistei (15b), occupa Israele (19), penetra in Arabia (5) ed occupa temporaneamente l'Egitto per tre volte (22).
La potenza assira, a testimonianza della quale restano le rovine della Rocca di Sargon (presso l'odierna Korsabad), è indebolita delle scorrerie Scite (25) e distrutta dall'alleanza tra Medi (18c) e Babilonesi (28a).
L'esercito è guidato dal sovrano o da un turtan, affiancato da luogotententi addetti "alla destra" ed "alla sinistra". Gli assiri abbandonano le lunghe vesti adottando corte tuniche, elmi a punta, stivali e raggiungono un elevato livello di organizzazione che permette loro di intraprendere anche campagne invernali. Il nucleo dell'esercito, composto da sudditi come il precedente, è affiancato da mercenari e numerosi contingenti forniti dai popoli sottomessi e dalle colonie di deportati:


(24a) Primi Opliti Greci.
Le città stato sono coinvolte da lotte sociali, guerre tra loro (17, 24a, 24b, 24c), contro i vicini Traci (27), riprendono lo sviluppo commerciale e coloniale nel Mediterraneo, specialmente in Cirenaica (29).
Le città ioniche sono sottomesse dai Lidi (18d) poi dai Persiani che invadono anche la Grecia (28a) ma sono respinti e si limitano a finanziare le città in lotta tra loro. Alcuni Greci trovano impiego come mercenari in l'Egitto opponendosi alle invasioni Assira e Persiana.
Gli eserciti sono formati da cittadini e l'organizzazione varia da città a città, ma generalmente è basata sul censo. Il servizio militare è un dovere civico e le esercitazioni sono obbligatorie. Il comando è affidato a dei magistrati, non sempre professionisti, dei quali spesso le assemblee cittadine diffidano.
Punto di forza è la falange ("rullo") di opliti (Sp), armati di daga, dory (lancia lunga 5 m), thorax (corazza in cuoio con placche metalliche), bracciale, korys (elmo), knemides (schinieri), e oplon (scudo ovale, da cui deriva il nome oplita). L'elmo detto corinzio è la più efficace difesa della testa dell'antichità, egualiata solo dagli elmi romani.
Gli opliti sono affiancati da pochi hippeis, cavalieri nobili (Cv), armati di spada e lancia, raramente d'arco, e da fanti leggeri armati di fionde, giavellotti, solo di sassi o più raramente archi (Ps). Gli Opliti imbarcati sono chiamati Epibatai.
I Greci trasmettono gli ordini con strumenti a fiato come i corni, prima della battaglia intonano il canto-preghiera peana, dopo la vittoria erigono sul campo di battaglia un Tropaion (trofeo, impalcatura in legno con le armi catturate) e concedono una tregua sacra per la raccolta dei caduti. I Laphyropòlai sono incaricati della vendita del bottino e della spartizione del ricavato, parte del quale è riservata ai templi.
Per il trasporto sono impiegati asini (Fw) e gli accampamenti greci sono noti per il disordine.
A Tebe l'esercito è guidato dai beoarchi e comprende:

Ad Atene i combattenti sono iscritti nel katàlogos (registo). L'esercito è guidato da un arconte polemarco ed è diviso in tre classi secondo il censo:

L'esercito è completato dalle seguenti truppe:


(24b) Primi Spartani.
L'antica costituzione Spartana è attribuita a Licurgo, divide rigidamente la società in tre classi:

L'esercito comprende i seguenti tipi di truppe:

Durante la seconda metà del quinto secolo Sparta dispone anche di circa 500 cavalieri, ma la loro qualità è scarsa.
Gli Spartani tengono nascosti i propri effettivi ed il numero dei loro caduti, trasmettono gli ordini anche con flautisti e non inseguono a lungo l'avversario, ma sono pronti a trattare per riavere i prigionieri Lacedemoni. L'arma caratteristica è la spada "Lacedemone" a taglio curvo.
Città guerriera per eccellenza, Sparta non è munita di mura, limita la propria espansione al Peloponeso, combatte le altre città stato (24a, 24c) e si mette alla loro guida durante le guerre persiane (28a).
La moneta spartana è in ferro e fuori dai confini ha valore nullo.

(24c) Primi Greci del Nord.
Le pianure del nord della Grecia (in Beozia, Tessaglia, Macedonia) permettono una maggior diffusione della cavalleria armata di lancia e spada (Cv) affiancata da nobili o mercenari Sciti (LH) e guerrieri (Ax, Ps) che adottano l'armamento dei greci (Sp) e dei peltasti traci (Ax).
In Tessaglia l'aristocrazia militare fonda uno stato feudale che elegge un tagos (comandante militare) solo in caso di guerra. L'antica popolazione pre-ellenica è ridotta allo stato di servi con il nome di Penesti (come gli iloti in Laconia).
Combattono gli altri Greci (24a, 24b, 24c), a ovest gli Illiri (26), a nord i Traci (27), pagano tributo ai Medi, sono sottomessi per un certo tempo ai Persiani (28a).

(25) Cimerri o Sciti.
Gli Sciti sono una popolazione guerriera di origine e lingua iranica (quindi indoeuropea) che eccelle nell'allevamento, nella metallurgia, nell'equitazione e nel tiro con l'arco, in corno e tendini di cervo (Cv, LH, Ps), tra le armi impiega coltelli ricurvi ed asce (Ax), scudi in legno e cuoio.
Non conoscono l'alfabeto, usano il baratto, scotennano i nemici, usano i loro crani come coppe ed alla morte del re sacrificano i suoi familiari ed i suoi cavalli, sono seguiti da sciamani (da saman, "uomo in estasi", Fw). Erodoto li descrive con lunghi capelli, barbe arruffate e larghi pantaloni.
Riuniti in confederazioni, attaccano invano l'Assiria (23), poi ai alleano a questa, annientano il popolo affine dei Cimerri (25) e sottomettono temporaneamente i Medi (18c). Invadono la Siria, la Giudea e sono respinti dall'Egitto. Minacciano la Lidia (18d) ed ottengono un tributo dalle città Greche del Mar Nero.
Effettuano scorrerie contro Hindù (21a), Traci (27) e Persiani (28a, 33) che li chiamano Sakas (Saci, probabilmente da sak cioè "errare"), rispondendo con la terra bruciata alla spedizione del re dei re. Subiscono poi le spedizioni punitive dei Macedoni (37), abbattono il regno Battriano (50), si scontrano violentemente con i Parti che dopo dure lotte li sottomettono (51) e ai quali più volte si ribellano. Assimilano la cultura dei Parti e sono quindi chiamati Pahlava dagli Hindù.
Si espandono in Russia Meridionale ma sono cacciati verso ovest dai Sarmati. Colpiscono con le loro scorrerie i Roxolani (55a) ed il regno del Ponto (58) che effettua con successo alcune contro-offensive. Gli Unno-Sarmati cancellano la cultura scitica.

(26) Illiri.
Con il nome di questa tribù gli storici Greci e Latini identificano tutte le popolazioni, probabilmente indoeuropee, che popolano la penisola Balcanica a nord della Grecia e della Tracia. Solo quelli stanziati nella parte occidentale della penisola parlano l'Illirico.
Sono suddivisi in numerose tribù (le principali sono gli Istri, Giapidi, Liburni e Dalmati) in continua guerra tra loro (26), vivono in villaggi, praticano l'agricoltura, l'allevamento, soprattutto di capre (sono famosi i loro formaggi). Quelli sulla costa praticano inoltre la pesca e la pirateria.
Effettuano incursioni a sud contro Greci (24c), Traci (27), Macedoni (36, 39, 40, 49), contro le colonie greche sulla costa adriatica (32), contro il regno di Pirro (43), subendo da questi spedizioni punitive. Da nord subiscono l'espansione dei Celti (35).
Dopo lunghe lotte e sanguinose ribellioni sono sottomessi dai Romani (46b, 59) ai quali forniscono ottime truppe.
Combattono principalmente in Bande (Wb, Ax), con pochi cavalieri (LH). Solo i piccoli regni o le città possono permettersi mercenari Greci (Sp) e Iberici (Ax).

(27) Traci.
Indoeuropei che occupano una parte della penisola Balcanica, molto più estesa dell'attuale Tracia, e una parte dell'Asia Minore.
Hanno fama di essere bellicosi, coraggiosi ma anche ubriaconi. Divisi in tribù (27), subiscono le scorrerie degli Sciti (25), chiamano in soccorso in Persiani rimanendo coinvolti nelle guerre tra questi (28a) e le città Greche (24a, 24c).
Fondano poi un regno feudale che partecipa alla Guerra del Peloponeso (32), combatte le incursioni degli Illiri da ovest (26) ed è in gran parte occupato dai Macedoni (36, 39, 40, 49). Subiscono l'invasione dei Celti (45) poi respinti in Asia, le scorrerie dei Roxolani da oltre Danubio (55a), diventano stato cliente di Roma e sono infine occupati da questa potenza (59).
L'esercito comprende cavalieri nobili (Cv, LH), spesso con armatura, che prestano anche servizio come ausiliari per Roma, affiancati da mercenari sciti (LH), da guerrieri a piedi (Ax, Ps) che adottano il modo di combattere greco e romano (Sp) e dai peltasti, truppe specializzate nel combattimento in terreno rotto, armati di spada, lancia, giavellotto, corpetto di tela, elmo, gambali e pelta, piccolo scudo di varie forme (Ax), poi imitati dagli eserciti greci.

(28a) Primi Persiani della dinastia Achemenide.
I Persiani sono una popolazione indoeuropea stanziata a est dell'Elam (dove si trovano ottimi cavalli).
Rovesciato l'ultimo re dei Medi (18c) si uniscono a questo popolo, occupano il regno di Lidia (18d), le città ioniche (24a), abbattono l'impero Babilonese (18a) inglobando nei propri dominii anche Siria e Giudea, occupano l'Egitto (29) e Cirene rimanendo l'unica grande potenza del medioriente. L'espansione prosegue anche a est fino all'Indo (21a).
Contrastano le scorrerie dei Medianiti (5), dei Libi (14b) e quelle più pericolose degli Sciti (25), effettuando una spedizione fin oltre il Danubio ma la tattica della terra bruciata li costringe a ritirarsi. Restano tuttavia sottomesse la Tracia (27) e la Tessaglia (24c).
Gli aiuti concessi dai Greci alle città ioniche ribelli (particolarmente l'incendio del tempio di Sardi) causano una serie di spedizioni con esito alterno (24a, 24b) delle quali entrambi i contendenti reclamano la vittoria. I Persiani incendiano Atene, sono respinti ma conservano le città ioniche.
I Persiani dall'età di 5 anni si addestrano a cavalcare, a tirare d'arco ed alla sincerità, hanno il gusto per vesti sgargianti, usano corazze a scaglie e pantaloni. Sugli stendardi sono raffigurati l'Aquila e il Sole, simboli del dio della guerra Ahura-Mazda.
L'esercito achemenide è organizzato in baivaraban (miriadi), suddivise in reparti a multipli di dieci. I nobili combattono solo a cavallo (Cv), il cui colore più richiesto è il bianco, affiancati da ottimi cavalieri persiani (Cv). Le truppe comprendono:


(28b) Persiani della "Ciropedia".
Ciro "Il Grande", fondatore della dinastia Achemenide, viene immortalato nel poema greco di Senofonte intitolato "Ciropedia" che descrive la guerra contro Babilonia e contro il ricco re di Lidia (18d).
Il re dei re innalza come simbolo un'aquila affiancando ai cavalieri Medi e Persiani (Cv), ai fanti Persiani ed alleati (Ax), alle truppe leggere armate di archi, giavellotti e fionde (Ps), anche carri pesanti falcati (SCh), cammelli montati da due arcieri (Cm) andati in disuso sotto i suoi successori e torri mobili alte cinque metri, con venti tiratori, trainate da sedici buoi (WW).

(29) Egiziani della dinastia Saitica.
Psammetico di Sais, vassallo assiro, arruola mercenari carii e greci e dopo lunghe lotte riconquista l'indipendenza dell'Egitto. Le sue gesta sono commemorate nell'iscrizione di Abu Simbel, la più antica in alfabeto ionico.
La dinastia (XXVI) sostituisce l'organizzazione feudale con un governo centralizzato, respinge le scorrerie dei Libi (14b), appoggia la rivolta ebraica contro i Babilonesi (18a), ottiene un tributo dal regno di Giudea (19) ma viene sconfitta dei Babilonesi e subisce una ribellione dei militari (24a) che favorisce l'occupazione Persiana (28a, 33). Gli Egiziani si ribellano più volte ai Persiani, ingaggiando mercenari greci, ma dopo brevi periodi d'indipendenza (dinastie XXVIII-XXX) vengono nuovamente sottomessi, fino alla "liberazione" da parte di Alessandro "Magno". Il regno è descritto dagli storici greci Erodoto, Tucidite e Plutarco.
L'esercito comprende i tradizionali carri (HCh), cavalleria su modello assiro (Cv, LH), lanceri con lunghi scudi di legno (Sp), mercenari greci (Sp, Ax), pagati con denaro e non con terre come in precedenza (quindi meno affidabili) ed arcieri (Bw, Ps).

(30a) Primi Romani.
L'esercito censuario, attribuito a Tullio Ostilio re di Roma, prevede che ogni cittadino si armi in base al proprio censo in cinque classi (da calare, chiamare).

Ia classe

18 centurie di 100 celeres (Cavalieri) e 80 centurie di 120 fanti armati di lorica (corazza), clypeus (scudo rotondo), ocreae (schinieri), cassis (elmo) con crista (cimiero) di penne rosse, nere o di coda equina, quiris (lancia) e spada.

IIa classe

20 centurie di 120 fanti armati come i fanti precedenti ma senza corazza e con scutum, più grande e quadrato invece che rotondo.

IIIa classe

20 centurie di 120 fanti armati come i precedenti, senza schinieri.

IVa classe

20 centurie di 120 fanti armati di lancia e giavellotto.

Va classe

30 centurie di 60 rorarii (armati di fionde) e 60 accensi (armati di giavellotti), con gaea (pelle di lupo) in testa. Più tardi aono chiamati velites perchè con vesti, privi di corazza.

Extra Classem

Sono i proletari privi di censo. Forniscono 5 centurie di 120 inermes, precisamente due di fabri tignarii et aerarii, una di cornicines, una di tubicines ed una di genieri.


L'esercito ammonta quindi a 1.800 celeres (Cv), 16.800 falangisti (Sp), 3.600 velites (Ps) e 600 non combattenti (Fw), per un totale di 31.800 uomini.
Roma respinge gli Etruschi (30b), resiste alle invasioni dei Galli (35) e con lunghe lotte si espande ai danni delle altre popolazioni italiche (30c, 30d).

(30b) Etruschi.
Popolo dall'origine misteriosa e dalle iscrizioni ancora in gran parte da decifrare.
Chiamati così dai Romani, Tyrreni dai Greci, chiamano se stessi "Raseni" (abitanti di Rasna). Sono specializzati nella costruzione di carri, nella metallurgia (come la mirabile "Chimera d'Arezzo") e nel commercio.
Sono divisi in città stato, a volte in lega tra loro, guidate prima da lucumoni (re), in seguito dall'aristocrazia guerriera, prima proprietaria di terre poi mercantile. In caso di guerra eleggono un comandante militare (Lars). Rivestono notevole importanza i sacerdoti e, fatto inconsueto, le donne.
Gli eserciti comprendono nobili su carri (LCh) presto abbandonati per i cavalli (Cv) ma che combattono più spesso smontati (Bd), un nucleo di opliti alla greca con compiti di riserva scelta (Sp), guerrieri armati in base al censo (Sp, Ps). Sono inoltre presenti gruppi di devoti (guerrieri votati religiosamente alla morte), bande armate etrusche indipendenti, mercenari o alleati Italici, Celti ed haruspices, sacerdoti divinatori (Fw).
Le armi sono in ferro e comprendono lance, spade dritte e curve, kopis, asce, bipenni per i comandanti, giavellotti e pochi archi e fionde. L'armamento protettivo comprende corazze metalliche a torace, corazze in tela di lino, elmi crestati, cassidi (elmi disadorni delle truppe leggere), pettorali di metallo, schinieri, scudi circolari di tipo greco di legno, vimini o cuoio rinforzati con placche metalliche. Meno diffusi sono gli scudi ovali di tipo celtico, le cotte di maglia ed i corsetti in cuoio.
Il vaso di bronzo chiamato "Stibula della Certosa" raffigura cavalieri etruschi armati d'ascia, fanti pesanti con scudo e lancia, fanti leggeri o genieri armati d'ascia.
Dalla Toscana (che da loro prende il nome) si espandono ai danni dei Latini (30a), Umbri (30c) e Campani (30d) ma subiscono le rivolte degli Italici sottomessi, l'espansione delle colonie greche e di Cartagine, le invasioni dei Celti da nord (35) e dopo lunghe lotte sono sottomessi da Roma (30a, 46a).

(30c) Sanniti o Umbri.
Gli Umbri, popolazione guerriera indoeuropea affine ai Volsci ed Equi del Lazio, sono considerati i più antichi abitanti della penisola. Nell'età del bronzo creano un vasto dominio in Italia centrale organizzato attorno alle città-stato (Trifu) con mura poligonali, ma lo perdono ad opera dei Galli (35), Etruschi (30b) e Sabini (30c), seguendo poi politica filo-romana.
I Sanniti appartengono alla stirpe Sabellica assieme a Sabini, Ernici, Lucani (da "Lupo", loro animale totemico), Piceni (da "Picchio", simbolo del dio della guerra Marte), Bruzi, Peligni e agli ottimi guerrieri Marsi, popolano le montagne dove erigono fortezze comuni, eleggono dei meddix (Giudici) che li governano ed hanno come animale sacro il toro.
Si espandono in Puglia e Campania (30d) scontrandosi a lungo contro Roma (30a, 46a, 46b).
Il più celebre reperto archeologico è il "Guerriero di Capestrano", armato di spada, ascia, pungale, giavellotti, protetto da un disco metallico ed un elmo di notevoli dimensioni, probabilmente rituale (scambiato spesso con uno scudo).
I sanniti usano vesti molto colorate, elmi vistosi, arme decorate con oro ed argento. I piceni hanno elmi a calotta, conici o crestati, pugnali a lama curva, lance e non usano scudi o corazze, tranne forse una protezione di cuoio. La tipica arma appenninica è l'ascia ed i guerrieri possiedono due giavellotti, per proteggersi impiegano la corazza (spongia), una piastra o un disco metallico (tre dischi i Sanniti), uno scudo ovale, lo schiniere solo sulla gamba sinistra ed elmi chiomati (Ax, Ps), con l'appoggio di poca cavalleria (Cv), carri da guerra (presto in disuso) ed arcieri (Ps).

(30d) Campani o Apulii.
Popolazioni italiche affini alle precedenti subiscono influenze delle colonie greche (Taranto, Napoli) e delle popolazioni illiriche della Puglia (Iapigi e Messapi).
Le pianure, benché non estese, consentono loro un maggior impiego del cavallo (Cv) ed i loro cavalleggeri servono anche come mercenari per i popoli vicini. Parte dei guerrieri italici (Ax, Ps) adotta l'armamento alla greca (Sp).
Partecipano alle lotte tra le altre popolazioni italiche (30a, 30b, 30c, 30d, 46a, 46b) e sono infine sottomessi da Roma.

  1. Introduzione.
  2. Indice Alfabetico.
  3. Epoca degli imperi Medio-Orientali (1-30).
  4. Epoca dei regni Ellenistici e Roma Repubblicana (31-60).
  5. Epoca dell'impero Romano e dei regni Romano-Barbarici (61-90).
  6. Epoca delle invasioni degli Arabi, Vichinghi ed Ungari (91-120).
  7. Epoca Feudale e delle Crociate (121-150).
  8. Epoca dell'impero Osmano e della Guerra dei Cent'Anni (151-180).
  9. Eserciti non ufficiali.
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