Indice


BATTAGLIE NAPOLEONICHE

Regolamenti
E-Mail Bibliografia
Ultime Modifiche Link


La Spedizione Spagnola in Honduras (1797)

Guerre Napoleoniche

Le Contese per la Baia dell’Honduras.
I pirati inglesi iniziano ad utilizzare come rifugio la baia dell’Honduras (1638), territorio in America Centrale, affacciato al Mar dei Caraibi tra il Messico ed il Guatemala, le cui coste sono di difficile navigazione, quindi poco colonizzato dagli spagnoli. Il governo britannico, in cambio di concessioni commerciali, istituisce uno protettorato sugli indigeni della costa insalubre di Mosquitia, Mosquito o Miskita, anche questa poco colonizzata dagli spagnoli (nel 1894 il territorio passa al Nicaragua e all’Honduras).
La Spagna concede alla Gran Bretagna di procurarsi materie prime nella baia dell’Honduras, principalmente legname e viveri, in cambio dell’impegno a combattere la pirateria (1713). Il pirata di origine scozzese Wallace è cacciato dagli spagnoli dalla Isla de Tris (1717), nella Laguna de Términos, e si rifugia sulla costa occidentale della baia di Honduras. La zona comincia ad essere chiamata Walix, poi Beliz ed infine Belize (Bélice per gli spagnoli). Antonio de Figueroa governatore dello Yucatán invia una spedizione che espelle gli inglesi dalla baia dell’Honduras (1733).
Con il trattato di Versailles (1763), la Gran Bretagna si impegna a distruggere le costruzioni nella baia dell’Honduras in cambio della conferma del permesso di procurarsi materie prime.
Gli spagnoli inviano 19 velieri muniti d’artiglieria a Cayo St. George (15 IX 1779), giustiziano alcuni coloni inglese schiavi e ne deportano 300. Molti fuggitivi si nascondono sulla costa di Mosquito. Il 1779 è quindi chiamato “Anno del Dramma”.
Spagna e Gran Bretagna firmano un nuovo trattato a Versailles (1783) che prevede la liberazione dei coloni prigionieri a La Avana e la cessione dei diritti di rifornimento della baia dell’Honduras alla Gran Bretagna. Il trattato di Londra (1786) estende l’area di taglio degli alberi al fiume Sibun in cambio dell’impegno a non erigere installazioni ed evacuare la costa di Mosquito.
La Spagna si allea alla Francia rivoluzionaria con il trattato di San Ildefonso, 18 VIII 1796).
Arturo O’Neill de Tyron governatore spagnolo dello Yucatán appronta una spedizione per estromettere gli inglesi dal golfo dell’Honduras. Alexander Lindsay conte di Balcarres e governatore di Jamaica rafforza le fortificazioni dei possedimenti britannici; nel golfo dell’Honduras sono eretti Fort Lindsay e Fort Balcarres. Iniziano le ostilità tra Gran Bretagna e Spagna (6 X 1796).

I Britannici.
I coloni britannici della baia dell’Honduras riuniscono un’assemblea (1 VII 1797): 51 votano di rifugiarsi sulla costa di Mosquito per evitare un altro “Anno del Dramma”; gli altri 65, guidati da Thomas Paslow, votano di rimanere e combattere e convincono i perdenti a rimanere. Bianchi, schiavi neri, liberti e mulatti si accordano. I neri saranno pagati come i soldati inglesi ed alcuni otterranno la libertà. Il governato Balcarres invia in loro aiuto il veliero “Merlin” (capitán Moss, 16 cannoni da 12 libbre e 6 da 6 libbre, 122 uomini). I difensori dispongono così di 500 uomini guidati dal colonnello Thomas Barrow, con i quali presidiano Fort Balcarres e Fort Lindsay, e la batteria di 4 cannoni da 18 libbre piazzata a Cayo St. George (100 uomini). Il “Merlin” è affiancato da 3 balandre (1 cannone da 18 libbre ciascuna), una goletta (4 cannoni da 6 libbre, 25 uomini), un’altra goletta (4 cannoni da 4 libbre, 25 uomini), 8 baymen gun flat, imbarcazioni a remi a fondo piatto varate in loco (un cannone da 9 libbre e 2 carronate, 16 schiavi), guidate dal capitán Asa Hosmer. Altre piccole imbarcazioni sono impiegate per l’esplorazione. In tutto sono imbarcati 500 uomini.

La Spedizione Spagnola.
L’ammiraglio Francisco de Fuentes de Bocanegra salpa da Veracruz e La Habana (V 1797), giunge a San Felipe de Bacalar (VI) ed attende le truppe, ma le zanzare trasmettono i germi delle malattie tropicali. La spedizione di 3.000 uomini salpa da Mérida (3 VI 1797), giunge a Bacalar (28 VII). La squadra navale spagnola, che comprende 11 trasporti, 8 golette (con cannoni da 18 libbre, alcune anche da 24 libbre), 6 balandre (con cannoni da 14 e 8 libbre) e 7 pontoni (ciascuno con un obice da 8 libbre), riparte, getta l’ancora presso Cayo Caulken e Cayo Chapel (31 VIII), nella baia di Honduras, ed installa un’infermeria provvisoria presso Cayo Chapel, ma gli uomini sono decimati dalla “fiebre quebrantahuesos” (dengue e febbre gialla). Sette imbarcazioni non sono in buone condizioni, inoltre iniziano a scarseggiare le provviste. L’ammiraglio Bocanegra decide quindi di non attaccare. Il capitano generale Tirone rinnova invano l’ordine di attaccare, infine affida il comando a Pedro de Grajales. Piccole imbarcazioni britanniche sorvegliano costantemente le mosse spagnole. Gli spagnoli inviano in esplorazione alcune imbarcazioni minori, che lasciano alcune boe e segnali presso Cayo Montego (3 IX), ma questi sono rimossi dai britannici la mattina seguente. La squadra navale spagnola tenta di passare a sud di Cayo Long (5 IX) ma l’arrivo del “Merlin” (capitano Moss) li induce a desistere e ritirarsi. Il colonnello Barlow invia un contingente a sorvegliare i canali navigabili che attraversano i banchi di Hicks, a nord, per prevenire uno sbarco.

La Battaglia di Cayo St. George (10 IX 1797).
I Britannici. Il capitano Moss, informato che la squadra navale spagnola avanza per il canale di Cayo St. George (10 IX), raggiunge il canale, che aggira da nord e da ovest l’isola omonima, e dispone la sua squadra su due linee: in prima linea, da un lato all’altro del canale (un centinaio di metri), il “Merlin” affiancato da 6 cannoniere (capitano Asa Hosmer, statunitense, ciascuna con un pezzo da 9 libbre 2 carronate, gran parte dei rematori sono schiavi di colore), per un totale di 200 uomini; in seconda linea 2 golette mercantili (ciascuna con un cannone da 18 libbre), alcune balandre monoalbero ed alcune scialuppe munite di cannone (in tutto 12 cannoni da 9 libbre e 24 carronate), per un totale di 300 uomini. A terra si trovano centinaio di britannici con 4 cannoni da 18 libbre. Più a sud si trovano i mercantili armati “Juba” e “Columbia”.
Gli Spagnoli. Arturo O’Neill de Tirone e Pedro de Grajales attaccano con 9 imbarcazioni in prima linea e 5 in seconda linea, con alcune imbarcazioni minori per l’afflusso dei rimpiazzi (ore 9:00). In tutto una goletta (2 cannoni da 24 libbre a prua e 2 da 18 libbre a poppa), un’altra goletta (come la precedente ma un pezzo a prua è da 22 libbre), 2 baladre (cannoni da 14 e 8 libbre), 1 balandra, 2 pontoni muniti d’artiglieria (ciascuna con un obice da 8 libbre) e 2 barcazas (armate come i precedenti).
La Battaglia. Gli spagnoli si avvicinano ed aprono il fuoco dalla lunga distanza (un miglio e mezzo), mentre i britannici iniziano a rispondere mezz’ora dopo, quando la distanza si è ridotta. Le cannoniere britanniche del capitano Asa Hosmer si dimostrano ben guidate ed il loro fuoco molto efficace (ciascuna spara 22 cannonate). La distanza troppo elevata impedisce alla batteria britannica di Cayo St. George di aprire il fuoco. Le due squadre navali si mantengono a distanza (500 metri) e proseguono il fuoco. I britannici mantengono la formazione. Le imbarcazioni spagnole iniziano a subire danni e perdite umane, che rendono ancora più difficile manovrare con i remi. Da terra circa 200 britannici si imbarcano su 17 scialuppe ed alcune imbarcazioni più piccole per raggiungere la loro squadra, distante 14 Km dalla costa. Dopo due ore e mezza di combattimenti, Pedro de Grajales ordina la ritirata Cayo Chapel, ma alcune imbarcazione devono essere prese a rimorchio.
Bilancio della Battaglia. I britannici dichiarano di non aver subito perdite ne danni. Dopo aver seppellito i loro morti ed effettuato le riparazioni più urgenti, la spedizione spagnola lascia la baia (15 IX). Una delle imbarcazioni minori è catturata in mare aperto dai britannici (13 IX). A San Felipe de Bacalar rientrano solo 23 imbarcazioni. La battaglia è considerata l’atto di nascita del Belize.

L’Honduras Britannico.
Il trattato di Amiens (1802) pone fine alla guerra tra Gran Bretagna e Spagna; una clausola mai attuata prevede la restituzione della baia dell’Honduras ai legittimi proprietari. Le due potente firmano un accordo per perseguire i criminali nella baia dell’Honduras (1817), e la Gran Bretagna riconosce la sovranità spagnola sulla baia.
A seguito delle rivoluzioni hispano-americane, la Baia dell’Honduras è contesa dal Guatemala (1821), dal Messico (1822), dall’Honduras e dal Nicaragua. Gran Bretagna e Stati Uniti, interessate all’apertura di un canale tra l’Atlantico ed il Pacifico, firmano il trattato di Clayton-Bulwer a Washington (10 IV 1850), impegnandosi a rispettare le sovranità locali nei Caraibi, seguito dal trattato Dallas-Clarendon (1856), che riconosce la sovranità britannica sul Belize.
La Gran Bretagna definisce il confine meridionale del Belize con l’accordo Aycenena-Wyke (1859) con il Guatemala, che tuttavia non lo ratifica, il confine occidentale con il trattato di Comayaque (28 I 1860) con Nicaragua ed Honduras, e proclama il territorio sua colona, con nome Honduras Britannico (1862). Il confine settentrionale è fissato in un trattato con il Messico (1893). L’ Honduras Britannico diviene indipendente, all’interno del Commonwealth, con nome Belize (21 IX 1981). Le truppe britanniche lasciano il paese (1994).



Indice Regolamenti Bibliografia Inizio Pagina