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La Battaglia Navale dello Stretto di DOVER (11-14 VI 1666).

Seconda Guerra Anglo-Olandese (1666).

La battaglia si svolge nello stretto di Dover ed è chiamata “Four Days’ Battle”, battaglia dei Quattro Giorni. I francesi la chiamano battaglia del “Pas de Calais”.
È combattuta dall’11 al 14 giugno secondo il calendario gregoriano, dal primo al 4 giugno secondo il calendario giuliano, che all’epoca era ancora in uso in Inghilterra.

Gli Inglesi.
George Monck duca di Albemarle “Generale del Mare” guida 54-56-57 navi e sollecita il principe Rupert, anche lui nominato “Generale del Mare”, a raggiungerlo con le sue 20-24-25 navi (per un totale di 80-84 navi, 4.600 cannoni e 22.000 uomini).
Monck guida la squadra rossa, il vice-ammiraglio George Ayscue la squadra bianca e Thomas Teddiman la squadra blu, il cui vice-ammiraglio è sir Christopher Myngs.
Gli inglesi dispongono di un nuovo tipo di proiettili incendiari, sconosciuti agli olandesi, ma a causa del costo elevato le scorte sono limitate.

Gli Olandesi.
Michiel de Ruyter guida 78-84-85-100 navi, più piccole di quelle inglesi, con 4.500 cannoni e 21.000 uomini, e si trova all’ancora in ordine sparso tra Dunquerque e Downs.

Inizialmente la flotta era divisa in quattro squadre ma de Ruyter ha convinto gli ammiragli a dividerla solo in tre. Il servizio di spionaggio inglese non è al corrente di questo rimaneggiamento.

Il Primo Giorno.
Le navi inglesi “Rainbow” e “Kent” in esplorazione scoprono la flotta olandese all’ancora.
Gli inglesi attaccano di sorpresa con il favore del vento (da S.W.). L’avanguardia inglese (squadra rossa), seguita dalla squadra bianca e dalla squadra blu, alla retroguardia, attacca la retroguardia olandese contando di distruggerla prima dell’intervento del resto della flotta olandese. L’ammiraglio Cornelis Tromp ordina di tagliare i cavi delle ancore e si rifugia a sud-est nelle basse acque costiere. Il centro e l’avanguardia olandesi muovono in suo soccorso.
Monck si dirige a nord-ovest contro il centro olandese (De Ruyter). Cornelis Tromp torna ad avvicinarsi agli inglesi ma la “Liefde”e la “Groot Hollandia” si urtano. Il vascello inglese “Swiftsure” (del 27enne vice-ammiraglio Berkeley) ne aprofitta per attaccarli, ma è attaccato dai vascelli “Callantsoog” e “Reiger”, che lo disalberano sparando palle incatenate. Il “Reiger” abborda il “Swiftsure”. Berkeley è ferito mortalmente da un colpo di moschetto. Un inglese cerca di dar fuoco alla santabarbara per far saltare la nave ma è ucciso dai suoi stessi compagni. Gli olandesi catturano la “Swiftsure”.
Il “Beschermer ” cattura la nave inglese “Seven Oaks”, già danneggiata. L’inglese “Loyal George” cerca di soccorrere la “Swiftsure” ma è catturata.
Il “Rainbow” rimane isolato, è inseguito da 12 navi della squadra di Tromp e ripara nel porto spagnolo (neutrale) di Ostenda. Il “Kent” lascia la battaglia in cerca della squadra del principe Rupert.
Le due flotte si dispongono in linea di battaglia ed iniziano a bombardarsi. Due navi olandesi (“Hof van Zeeland” e “Duivenvoorde”) sono colpite dai nuovi proiettili incendiari e sono distrutte dalle fiamme.
A sera (ore 22:00) Monck si ritira verso ovest ma il vascello “Henry” del contrammiraglio sir John Harman è intercettato dagli olandesi, sfugge ad un burlotto ma è incendiato dal secondo burlotto: una cinquantina di uomini (un terzo dell’equipaggio) abbandonano la nave. Harman riprende il controllo sul resto dell’equipaggio, rifiuta la resa e continua a combattere. La “Henry” affonda il terzo burlotto lanciatole contro ma perde due alberi, uno dei quali ferisce Harman alla gamba, ma l’equipaggio riesce a spegnere le fiamme e a portare la nave in salvo. L’ultima bordata contro gli olandesi uccide il vice-ammiraglio Evertzen.
Gli olandesi inviano la “Hollandia” ad effettuare le necessarie riparazioni, con le tre navi inglesi catturate e la sconta di 5 navi (“Gelderland”, “Delft”, “Reiger”, “Asperen” e “Beschermer”).
Il principe Rupert, che ha raggiunto l’isola di Wight in cerca di un’inesistente flotta francese, riceve l’ordine di congiungersi al resto della flotta inglese.

Il Secondo Giorno.
Al mattino Monck torna all’attacco con 44 navi in perfetta linea di battaglia, da sud-sud-ovest. De Ruyter dispone di 80 navi, più piccole di quelle avversarie, avanza a sud-est, taglia la linea di navi inglesi, infligge loro gravi danni e guadagna il vento.
Tre navi inglesi sono costrette ad abbandonare la battaglia e tornare nel Tamigi (“Anne”, “Bristol” e “Baltimore”). Gli olandesi riparano i danni e tornano a farsi sotto da sud, innalzando la bandiera rossa dell’attacco senza quartiere. Le navi della retroguardia olandese tuttavia si disordinano e finiscono per disporsi su due o tre linee, ostacolandosi il tiro. Due vascelli dell’avanguardia puntano la prua direttamente contro la linea inglese, costringendo Ruyter a dare il segnale d’attacco diretto per non lasciarle sole.
Una parte della squadra dell’ammiraglio Tromp invece si separa dal grosso ed avvolge la linea inglese, ma gli inglesi possono cosî ad accerchiare il resto della squadra di Tromp.
De Ruyter è costretto ad ammainare la bandiera rossa e revocare l’ordine di attacco, ingaggia gli inglesi assieme al vice ammiraglio Johan de Liefde ed invia il resto della flotta, guidato dall’ammiraglio Aert van Nes, verso sud in soccorso di Tromp.
Tromp perde la “Liefde” (incendiata) e la “Spieghel” (semi-affondata, dopo che il viceammiraglio Abraham van der Hulst è stato ucciso da un colpo di moschetto), poi riesce a congiungersi ad Aert van Nes e salvare così il resto della squadra. Tromp e Aert van Nes si riuniscono al grosso della flotta.
Tra i caduti olandesi c’è anche il contrammiraglio Frederick Stachouwer. Quattro navi della retroguardia olandese devono essere inviate ad effettuare le necessarie riparazioni (“Pacificatie”, “Vrijheid”, “Provincie Utrecht” e “Calantsoog”).
Tromp sale sulla nave di De Ruyter per ringraziarlo del soccorso. Gli inglesi guadagnano il vento. George Ayscue tenta di isolare i due ammiragli olandesi. Le due flotte avversarie si incrociano tre volte. Al secondo passaggio la “De Zeven Provinciën” perde due alberi; De Ruyter lascia precisi ordini e si ritira dal combattimento per farla riparare.
L’ammiraglio Aert van Nes guida il terzo passaggio olandese, sopravento. La superiore gittata dei cannoni olandesi causa numerosi danni alle navi inglesi. La “Loyal Subject” abbandona il combattimento senza permesso dell’ammiraglio e torna in Inghilterra (ma non può essere riparata ed è radiata). La “Black Eagle” (ex olandese “Groningen”) innalza il segnale di richiesta di aiuto ma prima di riceverlo ` distrutta.
Tornano le 12 navi olandesi dello squadrone di Tromp che hanno costretto il “Rainbow” a riparare ad Ostenda (ore 15:00). Monck, che dispone ancora di 29 navi abili al combattimento e di una decina danneggiate alle alberature, teme si tratti dell’avanguardia della quarta squadra olandese (inesistente) ed ordina la ritirata verso sud-ovest (ore 16:00), coperto da 16 navi ancora in buone condizioni. A sera gli olandesi catturano il “St Paul” (ex olandese “Sint Paulus”).

Il Terzo Giorno.
Monck prosegue la ritirata verso sud-ovest, incendia tre delle sue navi disalberate (secondo gli inglesi), manda avanti le 28 navi maggiormente danneggiate e tiene dietro le 16 navi in condizioni migliori.
Gli olandesi, guidati dall’ammiraglio Aert van Nes, proseguono l’inseguimento in ordine di battaglia, tentano di avvicinarsi ma i pezzi inglesi da 32 libbre li inducono a tenersi a distanza.
Nel pomeriggio (ore 15:00) giunge in vista da sud il principe Rupert con 20 navi. Monck sposta la rotta ad W.S.W. ed ordina di formare la linea da battaglia, ma prima del congiungimento delle due squadre tre vascelli della squadra bianca s’incagliano sulle sabbie di Galloper Shoal. La “Royal Charles” (90 cannoni) e la “Royal Jatherine” riescono a liberarsi, mentre la “Royale Prince” (90 cannoni), dal vice-ammiraglio George Ayscue, è attaccata da due burlotti e l’equipaggio è preso dal panico. Il merinaio Lambeth ammaina la bandiera ed Ayscue è costretto ad arrendersi a Tromp, sulla “Gouda”. È la prima ed ultima volta che un ammiraglio inglese è catturato in mare. La “Royal Prince” è incendiata dagli olandesi, poiché De Ruyter ha ordinato di non fare prede (in seguito Tromp riceve dall’ammiragliato di Amsterdam un’indennità per aver dovuto distruggere la ricca preda).
L’ammiraglio Aert van Nes distacca invano una squada per impedire la congiunzione delle due squadre inglesi, che una volta unite si dirigono a nord per evitare le sabbie di Galloper Shoal. De Ruyter prende il comando, sospende le manovre e guadagna il vento (S.S.E.).

Il Quarto Giorno.
La flotta inglese è raggiunta da altre tre navi salendo a 60-65 vascelli, 23 dei quali non ancora impiegati. L’avanguardia (squadra bianca) è ora guidata da sir Christopher Myngs, il centro da Rupert (squadra verde) e la retroguardia da Monk. Gli inglesi attaccano in linea da battaglia.
Gli olandesi dispongono di 68 navi ed attaccano a loro volta con il vantaggio del vento (S.W.). De Ruyter intende rompere la linea inglese in tre tronconi ed attaccarli separatamente. Il centro è guidato da De Ruyter, l’avanguardia da Van Nes e la retroguardia da Tromp Gli olandesi lanciano alcuni burlotti ma senza effetto.
La “Ridderschap” (vice-ammiraglio Johan de Liefde) e la “Victory” (Myngs) ingaggiano un duello ravvicinato. Myngs è ferito mortalmente da due palle di moschetto (muore mentre torna a Londra).
Dopo due ore di combattimenti le due flotte sono completamente disordinate. Gli inglesi tentano di raggrupparsi per rompere il contatto verso sud, ma sono avvolti da Tromp (con 35-40 navi) e Van Nes (14 navi). Monck si rivolge verso nord. Lo squadrone di Tromp è messo in fuga e perde la “Landman”, incendiata da un burlotto. Van Nes è costretto a ripiegare. De Ruyter teme di subire una sconfitta, innalza la bandiera rossa e passa oltre la squadra di Rupert per attaccare Monck da dietro. Rupert tenta di seguirlo ma la “Royal James” è investita da tre bordate ed è disalberata. La squadra verde abbandona la battaglia verso sud, rimorchiando la propria ammiraglia.
La “Sovereign of the Seas” ha subito gravi perdite tra l'equipaggio, non può effettuare manovre e bordate efficaci ed abbandona la battaglia.
De Ruyter investe la squadra di Monck e la mette in rotta. Le navi inglesi sono a corto di polvere mentre quelle olandesi no, poiché hanno maggior capacità di carico, cannoni di calibro minore e minor rapidità di tiro a causa degli equipaggi meno addestrati.
Gli olandesi abbordano e catturano 5 navi inglesi: la “Wassenaar” cattura la “Clove Tree” (ex “Nagelboom”, della VOC), Hendrik Brunsvelt, contrammiraglio della squadra di Frisia, cattura le navi “Convertine”, “Essex” e “Black Bull” (che in seguito affonda).
La flotta inglese fugge in un denso banco di nebbia, De Ruyter lo interpreta come segno della volontà divina e sospende l’inseguimento.

Bilancio della Battaglia.
È la più grande battaglia della Seconda Guerra Anglo-Olandese ed una delle più grandi della storia navale.
Entrambi reclamano la vittoria, che è generalemte assegnata agli olandesi per le minori perdite e per essere rientrati alle basi (28 VI) tre settimane dopo gli inglesi.
Gli inglesi perdono 10-17-20 navi (9 catturate dagli olandesi) e 10 burlotti impiegati, 2.500-3.000-5.000-6.000-8.000 uomini, compresi 2 ammiragli: sir Christopher Mymgs e sir William Berkeley (il cui corpo è esposto a La Hague, poi è restiutito agli inglesi con i complimenti per il valore dimostrato), e 1.500-2.000-3.000 prigionieri. Le navi superstiti, tranne la squadra di Rupert, ne escono con molti danni.
Gli olandesi perdono 4-5-7 navi (più i numerosi burlotti impiegati), 3 vice-ammiragli e 2.000 uomini, poiché gli inglesi prediligono tirare basso a livello dei ponti. Metà delle navi superstiti ne esce gravemente danneggiata. La semi-affondata “Spieghel” è recuparata e riparata.


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