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SELEUKOS I "NIKATOR"
(355 a.C. - 281 a.C.)

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Seleuco I "Nikator" (cioè "Vincitore") è uno dei nobili macedoni che accompagna Alessandro "Magno" nella conquista dell'Impero Achemenide, il più grande impero dell'epoca, divenendo in seguito uno dei protagonisti delle lotte che se ne contendono l'eredità.

Con Alessandro.
Con Perdicca.
Satrapo della Babilonia.
Con Tolomeo.
Contro Antigono.
La Battaglia di Ipsos.
Il Regno Seleucide.
Contro Demetrio.
Contro Lisimaco.


Con Alessandro.
Seleuco appartiene ad una nobile famiglia macedone. È figlio di Antioco, comandante nell'esercito di Filippo II re di Macedonia, e di Laodike. Il luogo di nascita più probabile è Europos sull'Axios e l'anno di nascita secondo diversi cronisti successivi va dal 258 al 356 a.C.. Quest'ultimo anche l'anno di nascita del figlio di Filippo II: Alessandro "Magno".
Come numerosi giovani nobili macedoni tra i 14 ed i 18 anni, Seleuco diviene uno dei "paggi" di Filippo II, addestrati alla carriera politica o militare e pronti a servire da ostaggi.
Dopo l'assassinio di Filippo II (autunno 336 a.C.), Seleuco è ufficiale nell'esercito del ventenne Alessandro III "Magno" e partecipa alla gloriosa conquista dell'impero achemenide (334-327 a.C.). Di Seleuco, ufficiale di rango inferiore, si hanno poche notizie fino alla sua nomina a capo degli Ipaspisti del re, la fanteria scelta macedone, prima della battaglia dell'Hydaspes contro il rajà Paurava (326 a.C.).
Seleuco è poi tra i 10.000 ufficiali e soldati macedoni e greci che per ordine di Alessandro "Magno" sposano donne persiane a Susa (II 324 a.C.). Sua moglie Apama è la figlia dell'abile generale persiano Spitamenses che ha resistito due anni alle armi macedoni in Bactriana.
Poco dopo (323-322 a.C.) nasce il loro primogenito che è chiamato Antioco come il nonno.

Con Perdicca.
Dopo la morte di Alessandro "Magno" a Babilonia (13 VI 323 a.C.) l'esercito acclama re il figliastro Arrideo con nome Filippo III. Perdicca, comandante macedone degli Eteri (la cavalleria della guardia), ha ricevuto il sigillo regio da Alessandro "Magno" morente ed è riconosciuto reggente.
Il governo del vasto impero è suddiviso tra i generali di Alessandro:

Seleuco, nominato comandante degli Eteri, accompagna Perdicca nella guerra contro Ariarate governatore della Cappadocia che è sconfitto e sostituito dal greco Eumene, nominato satrapo. Per avere le spalle sicura Perdicca ha istigato alla rivolta i mercenari-coloni greci della Bactriana, tenendo impegnato Peithon. È l'inizio della tipica politica di questo periodo che è chiamato "Età dei Diadòchi" (Successori).
La corte è spostata a Sardis, reputando più importanti le provincie occidentali dell'impero (anche questa è una caratteristica dei sovrani ellenistici).
Poichè Antigono "Monoftalmo"satrapo di Frigia non ha fornito aiuti militari è a sua volta minacciato da Perdicca e fugge in Europa alleandosi ad Antipatro e Cratero (che si trova in Cilicia con 10.000 veterani macedoni).
Perdicca affronta poi Tolomeo ma l'esercito è bloccato sul Nilo presso Damietta. Tolomeo sobilla gli ufficiali di Perdicca, tra i quali Antigenes comandante degli Agraspidi ("Scudi d'Argento"), la guardia derivata dagli Ipaspisti, e Peithon satrapo della Media. Seleuco partecipa alla congiura che porta all'assassinio di Perdicca nella propria tenda (321 a.C.).

Satrapo della Babilonia.
Frattanto Antipatro ed Antigono "Monoftalmo" dalla Macedonia hanno invaso l'Anatolia e la Cilicia respingendo Eumene. Gli eserciti alleati di Antipatro e Tolomeo si incontrano in Siria centrale a Triparadeisos, dove avviene l'ultimo convegno tra gli ex-ufficiali di Alessandro "Magno" (estate 320 a.C.).
Antipatro è nominato "Epimeletes Autokratoros, con pieni poteri. I soldati privi di paghe si ribellano contro i suoi metodi autoritari ma l'intervento di Antigono "Monoftalmo" e di Seleuco calma i malumori.
L'impero è nuovamente riordinato a vantaggio dei parenti e degli amici di Antipatro (i primi cinque nell'elenco). Gli altri, compreso Seleuco, ricevono le meno ambite satrapie orientali affinchè si controllino a vicenda:

Antigono "Monoftalmo" con le truppe di Perdicca e con Cassandro (figlio di Antipatro) a capo della cavalleria è inviato in Frigia contro Eumene, che è tradito dalle sue truppe ed è cacciato dalla Cappadocia (322 a.C.), poi contro Acleta ed Attalo (321 a.C.).
Tolomeo occupa la Siria sconfiggendo il satrapo Laomedonte che rimane tra i caduti.
Seleuco torna in oriente, sconfigge e mette in fuga Dokimos ed entra a Babilonia (X-XI 320 a.C.) prendendo possesso della satrapia, che comprende le città di Uruk, Larsa e Cutha.
L'oriente rimane turbolento. Peithon satrapo di Media, che dispone delle maggiori risorsi militari, appoggia un colpo di stato contro Phlotas satrapo di Parthia e lo sostituisce con il proprio fratello Eudamos.
Anche in occidente proseguono le lotte. Dopo la morte di Antipatro (319 a.C.) la carica di Epimeletes Autokratoros è assunta da Poliperconte che rovescia le alleanze schierandosi a fianco di Eumene contro Antigono "Monoftalmo" e Cassandro.
Eumene raduna in Cilicia un esercito, che comprende i 3.000 Argirasipidi ed è chiamato "L'Esercito del Re", ed occupa la Siria settentrionale.
In oriente si forma una vasta alleanza contro il predominio di Peithon satrapo di Media, che oramai controlla anche la Parthia:

L'alleanza dei satrapi orientali con 20.000 uomini sconfigge in Parthia il satrapo Peithon che fugge oltre i monti Zargos e ripara presso Seleuco (fine 317 a.C.), il cui esercito ammonta a circa 2.000 uomini. I vincitori occupano la Susiana.
Da occidente avanza il fuggitivo Eumene inseguito da Antigono "Monoftalmo" con 25.000 uomini (altre fonti indicano 10.000 cavalieri e 60.000 fanti), al quale si unisce Amphimacos satrapo della Mesopotamia con le sue poche truppe. Ad Eumene si unisce invece Antigenes satrapo della Suisiana con 600 uomini, disponendo così di 15.000 uomini.
In primavera Eumene passa il Tigri debolmente disturbato dalle navi e la cavalleria di Seleuco, che intende allontanare la guerra dai propri territori. Allo stesso scopo costruisce un ponte sul Tigri per favorire l'inseguimento ad Antigono "Monoftalmo", al quale si unisce con le proprie truppe.
La guerra si sposta in Susiana, dove Seleuco è lasciato ad assediare Susa (che custodisce un ricco tesoro), mentre Antigono "Monoftalmo" insegue Eumene a nord ma subisce la guerriglia dell'avversario, è sconfitto al passaggio del fiume Koprates e deve ripiegare in Media.
Sibyrtios satrapo di Arachosia torna nella propria satrapia minacciata lasciando un contingente di truppe, guidato da Kephalon, nell'esercito dei satrapi orientali che non prende posizione nella lotta tra Antigono "Monoftalmo" ed Eumene, limitandosi a proteggere i propri territori.
Eumene, che dispone di 20.000 uomini ed 85 elefanti, deve ancora arretrare di fronte all'avanzata di Antigono "Monoftalmo", che ha 40.000 uomini e 65 elefanti. Antigono riporta una prima vittoria a Parataikene (autunno 316 a.C.) ed affronta nuovemente Eumene a Gabiene (inverno 316).
Nella battaglia di Gabiene Eumene ha 114 elefanti contro i 65 di Antigono "Monoftalmo", la cui cavalleria è guidata dal figlio Demetrio (in seguito è detto "Poliorcete", cioè "Espugnatore" o "Abile negli Assedi") ed è rinforzata da un contingente inviato da Phithon.
La battaglia è decisa dalla superiorità numerica di Antigono e dalla scarsa fedeltà delle truppe di Eumene, che lo abbandonano durante i combattimenti. Eumene è catturato e giustiziato da Antigono "Monoftalmo". Gli Argirasipidi sono dispersi nelle guarnigioni di confine.
Dopo la vittoria Antigono "Monoftalmo" riordina le satrapie orientali:


Con Tolomeo.
Il timore per l'aumento di potere di Antigono "Monoftalmo" determina in occidente il formarsi dell'alleanza tra Tolomeo satrapo d'Egitto, Lisimaco satrapo della Tracia e Cassandro governatore della Macedonia, che inviano all'avversario un ultimatum invitandolo a consegnare parte dei tesori orientali e parte delle truppe.
Tornato in Siria (X 315 a.C.), Antigono "Monoftalmo" si prepara alla guerra.
Cassandro tenta di sollevare la Cappadocia, invia un contingente ad assediare Amisos, sul mar Nero, e si prepara con Lisimaco ad invadere l'Asia Minore.
Antigono "Monoftalmo" invia in Asia Minore il nipote Polemaios, nel Peloponeso Aristodemos di Mileto con 8.000 mercenari minacciando alle spalle Cassandro, trova l'alleanza di alcuni capi ciprioti, assedia Tiro, invade la Palestina, si allea a Rodi fornendole in cambio legname ed inizia la costruzione di una flotta a Sidone, Byblos e Tripolis, che la propaganda eleva a 500 navi.
Le sue mosse sono contrastate da Tolomeo che invia in Egeo 100 navi guidate da Seleuco, ottiene l'alleanza di Asandros satrapo della Caria, invia 3.000 soldati a Cipro ed assedia Erythrai attirando Polemaios. Le forze di Tolomeo si concentrano infine a Cipro, raggiunti dall'Egitto da Polykleitos con 100 navi e 10.000 uomini guidati dall'atienese Mirmidone e da Menelaos, fratello di Tolomeo. I 20.000 uomini garantiscono il controllo dell'isola.
Antigono "Monoftalmo" si allea ad Alessandro, figlio di Poliperconte esule in Etolia ma subisce ancora l'iniziativa avversaria: Mirmidone soccorre Adandros in Caria, minacciato da Polemaios; Polykleitos con 50 navi raggiunge il Peloponeso per combattere Alessandro, Aristomdemos e gli Etoli; Seleuco ultima l'occupazione di Cipro, parte con la diplomazia e parte con la forza.
Antigono "Monoftalmo" costringe alla resa Tiro e raduna le proprie forze navali, che invia in Egeo e Peloponeso guidate dal nipote Dioskorides; le sue 80 navi (parte fornite da Rodi) sono rinforzate dalle 40 di Themison e da 120 navi nuove, ma un convoglio di truppe guidato da Perialaos è distrutto da Polykleitos sulla costa dell'Asia Minore. In inverno anche l'esercito si porta in Asia Minore passando il Tauro guidato da Antigono "Monoftalmo", che per garantirsi da possibili mosse di Tolomeo ha sobillato sommosse a Cirene ed a Cipro.
Seleuco con la flotta dall'Egeo si sposta in Caria, è respinto da Lemnos e pone la sua base a Kos. In Caria è raggiunto da un esercito inviato da Cassandro e da un contingente egiziano da Cipro, ed è minacciato dall'avanzata di Polemaios. Antigono "Monoftalmo" attira Asandros satrapo di Caria dalla sua parte, sbaraglia le forze avversarie ed estende il proprio controllo in Asia Minore, "liberando" le città greche di Mileto, Tralles, Kaunos e Kasios. Frattanto Polemaios procede per Eubea con 30 navi.
Tolomeo pacifica Cipro, lancia alcune scorrerie in Siria Settentrionale ed in Cilicia, infine dall'Egitto con l'esercito (e con Seleuco) attraversa il deserto e raggiunge Gaza. Gli egiziani sono stati arruolati a forza come portatori.
In difesa della Palestina giunge Demetrio "Poliorcete", figlio di Antigono "Monoftalmo", con Peithon satrapo di Babilonia e 43 elefanti.
La battaglia tra i due eserciti ha luogo presso Gaza (autunno 312 a.C.).
Tolomeo (che possiede un unico elefante) dispone 18.000 falangisti al centro e 4.000 cavalieri alle ali. Demetrio "Poliorcete" schiera al centro 11.000 falangisti e 13 elefanti, all'ala destra 1.500 cavalieri con compiti difensivi e all'ala sinistra 3.000 cavalieri, 1.500 fanti leggeri e 30 elefanti.
Tolomeo lascia 1.000 cavalieri sull'ala sinistra spostando il grosso sull'ala destra, munita inoltre di barricate mobili con pali incrociati e catene, per contrastare gli elefanti avversari. Infatti i pachidermi sono fermati, bersagliati dalla fanteria leggera e ributtati indietro. La lotta, fino a questo momento incerta, termina con la fuga della cavalleria di Demetrio. La fanteria in gran parte si arrende, gli elefanti sono catturati, Gaza e conquistata e Peithon resta tra i caduti.
Demetrio deve ripiegare a Tripoli mentre Tolomeo invade la Fenicia, respinge Andronikos, occupa Tiro e Sidone.
Seleuco con 200 cavalieri ed 800 fanti raggiunge Karrhai, dove arruola alcuni coloni, arriva a Babilonia e prende d'assalto la cittadella, aprendo così un nuovo fronte di guerra contro Antigono "Monoftalmo".

Contro Antigono.
L'oriente è giudicato poco importante dai cronisti greci quindi anche le fonti sull'andamento della guerra su questo fronte sono più scarse.
In occidente Tolomeo è respinto dalla Siria da Demetrio "Poliorcete" che ha ricevuto nuove truppe ed è raggiunto dal padre Antigono "Monoftalmo" (primavera 311 a.C.).
Nicanore satrapo di Media è incaricato da Antigono "Monoftalmo" di riconquistare la Babilonia, arruola truppe in Susiana, Persis ed Aria, disponendo di 7.000 cavalieri e 10.000 fanti, compresi numerosi persiani.
Al suo arrivo (primavera 311 a.C.) Seleuco dispone di solo 400 cavalieri e 3.000 fanti, quindi finge la fuga oltre il Tigri per attirarlo lontano da Babilonia, si apposta in un terreno paludoso ed una notte lo attacca di sorpresa nell'accampamento e lo sconfigge. Evagora satrapo di Aria è tra i caduti. Nicatore fugge da Antigono. Gran parte delle truppe avversarie si arrendono e passano dalla parte di Seleuco che occupa le satrapie di Media, Susiana, Persis, Aria e Parthia trovando scarsa resistenza (311 a.C.).
Antigono "Monoftalmo" prima di avanzare contro l'Egitto effettua una spedizione contro gli arabi Nabatei. Il suo generale Ateneo con 600 cavalieri e 4.000 fanti saccheggia la loro capitale Petra ma è poi sorpreso nel suo accampamento e subisce una grave sconfitta. La spedizione successiva è guidata da Demetrio "Poliorcete" ed ammonta a 4.000 cavalieri e 4.000 fanti che però è respinto da Petra (estate 311 a.C.).
Chiuso il conflitto con i Nabatei, Demetrio "Poliorcete" con 4.000 cavalieri e 15.000 fanti è inviato contro Seluco che evacqua Babilonia e tenta di attirare l'avversario in Mesia.
Demetrio "Poliorcete" prende una delle due cittadelle di Babilonia, lascia Archelao con 1.000 cavalieri e 3.000 fanti ad assediare l'altra, strenuamente difesa da Patrokles, e torna in Siria.
Antigono "Monoftalmo" conclude la pace con Cassandro e Lisimaco su un piano di parità poi anche con Tolomeo (tarda estate 311 a.C.), chiudendo il suo fronte occidentale.
Seleuco, rimasto senza alleati, arruola i pochi greci e macedoni delle sue satrapie, mercenari "Guti" i Cossei (eredi dei Cassiti), e riesce a sconfiggere Archelao prima dell'arrivo di Antigono "Monoftalmo" che tuttavia riesce ad occupare Babilonia (inizio 309 a.C.).
In occidente approfittano dell'assenza di Antiogono "Monoftalmo" con intrighi politici e piccole azioni militari. Tolomeo, dopo aver pacificato Cipro, effettua incursioni in Cilicia e Lycia, richiamando ai Asia Minore Demetrio "Poliorcete". Cassandro porta dalla sua parte Polemaios nipote di Antigono "Monoftalmo", che deve quindi inviare in Frigia Ellespontica il figlio Filippo. Nonostante questi diversivi Antigono "Monoftalmo" devasta la Babilonia (308 a.C.).
Finalemente il riaccendersi della lotta attorno la Grecia e la Macedonia, con l'occupazione della Tracia da parte di Lisimco (che fonda Lisimachea) e l'intervento di Tolomeo a Corinto, richiamano in occidente Antigono "Monoftalmo" (in Siria) e Demetrio "Poliorcete" (ad Atene).
La tregua permette a Seleuco di riordinare la satrapaia di Babilonia e di fondare le città di Seleucia sul Tigri e di Dura Europos (in onore della sua città natale), con lo scopo di rafforzare la difesa, ottenere nuovi soldati e risorse economiche.
Seleuco raccoglie un esercito di macedoni, greci, iraniani e "guti" con il quale sottomette la Bactriana (307 a.C.), indebolita da divisioni interne, attraversa poi la Pariopamisadai del satrapo Oxyartes, scende la valle del Kabul e passa l'Indo.
In India è affrontato dal potente Chandragupta rajà di Magadha (ha unificato le valli del Gange, dell'Indo e del Narbada) che lo respinge ed occupa l'altipiano afgano. La disputa è risolta da un trattato con il quale Seleuco cede al sovrano indiano anche l'Arachosia e la Georosia (303 a.C.) ottenendo in cambio numerosi elefanti che la propaganda eleva a 500.

La Battaglia di Ipsos.
Mentre Seleuco effettua la spedizione in India, in occidente Antigono "Monoftalmo" sconfigge la flotta di Tolomeo a Salamina di Cipro, occupa l'isola e si proclama re di Macedonia e d'Asia (306 a.C.). L'attacco all'Egitto è portato sia dal mare che dal deserto ma è respinto, come quello portato da Demetrio "Poliorcete" contro Rodi. Tolomeo si proclama re d'Egitto (305 a.C.) ed istituisce il culto del "re-salvatore" (è quindi soprannominato "Soter", cioè "Salvatore"); Seleuco si proclama re di Babilonia (305 a.C.) ed assumono titolo regio anche Lisimaco e Cassandro.
Demetrio "Poliorcete" soccorre Atene, assediata da Cassandro, lo respinge a nord delle Termopili e ricrea la Lega Ellenica, proclamandosi "Hegemon". Cassandro si allea a Lisimaco al quale invia un contingente guidato dal generale Prepelaos, e resiste a Demetrio "Poliorcete" appoggiandosi ad una forte località in Tessaglia.
Lisimaco invade l'Asia Minore ottenendo l'alleanza di Dokimo satrapo di Frigia mentre la Ionia ed Efeso sono occupate da Prepelaos. Antigono "Monoftalmo" dalla Siria avanza in Asia Minore.
Tolomeo I "Soter" avanza in Palestina e si ferma all'assedio di Sidone. Seleuco invece evita la forte linea difensiva eretta da Antigono "Monoftalmo" lungo il Balikh, costituita dalle città di Edessa, Karrhai e Ichnai. Da Ecbatana raggiunge la Cappadocia (inverno) con 12.000 cavalieri, 32.000 fanti e numerosi elefanti.
Lisimaco si allea alla città di Heracleia, riceve viveri e rinforzi che portano le sue truppe a 45.000 uomini (la sua fanteria è superiore a tutte le altre) con i quali da Sardi avanza nella piana di Salonia. Antigono "Monoftalmo" giunge in Frigia e richiama in Asia Minore anche Demetrio "Poliorcete", che riconquista gran parte della Ionia. Tolomeo firma una tregua di 4 mesi e torna in Egitto.
Seleuco dalla Cappadocia si unisce a Lisimaco ed a Pleistarchos (fratello di Cassandro), con i quali avanza contro l'accampamento di Antigono "Monoftalmo" preso Ipsos.
L'ottentenne Antigono e suo figlio Demetrio "Poliorcete" dispongono di 70.000 fanti, 10.000 cavalieri e 75 elefanti. Seleuco e Lisimaco hanno 64.000 fanti (20.000 di Seleuco), 15.000 cavalieri (12.000 di Seleuco, principalemente iranici) e 400-480 elefanti. Nessun esercito ellenistico ha fatto uso così massiccio di questi animali.
Su un'ala la cavalleria guidata da Demetrio "Poliorcete" carica quella avversaria, guidata da Antioco (figlio di Seleuco), che finge di fuggire e la attira lontano dalla battaglia. Il ritorno della cavalleria di Demetrio è ostacolato da 300 elefanti schierati su questo lato.
Seleuco con il resto della cavalleria avvolge la falange avversaria che inizia a dissolversi. Numerosi soldati disertano. Antigono "Monoftalmo" rimane tra i caduti mentre Demetrio riesce a fuggire con 10.000 uomini.
I vincitori si spartiscono le truppe ed i territori di Antigono "Monoftalmo":


Il Regno Seleucide.
Seleuco appoggia il governo del proprio vasto regno sulle città elleniche, che possiedono governi autonomi in mano a greci e macedoni, ma sono sorvegliate da consiglieri reali, chiamati Epistates.
Le satrapie sono suddivise in unità amministrative più piccole, come Chalkidene, Kyrrhestike, Antiochene e Apamene in Siria; Charakene e Mesene in Babilonia; Gordyene, Adiabene e Osrheone in Mesopotamia. La satrapia della Persis ha governo autonomo e quella di Bactriana (con capitale Candahar) non è divisa, affinchè continui a svolgere efficacemente il ruolo di barriera contro i nomadi dell'Asia Centrale.
Seleuco favorisce l'aristocrazia iraniana ma accentua anche le divisioni locali.


Contro Demetrio.
In occidente Seleuco è minacciato dai domini di Lisimaco a nord e da quelli di Tolomeo a sud. Per rompere l'accerchiamento sceglie di allearsi a Demetrio "Poliorcete", sposandone la figlia Stratonike (298 a.C.).
Demetrio "Poliorcete" toglie la Cilicia a Pleistarchos (che chiede inutilmente aiuto a Seleuco ed al fratello Cassandro) e saccheggia le coste palestinesi a Tolomeo fino a Samaria. Un trattato di pace chiude il piccolo conflitto ma alla notizia della malattia di Cassandro tutti voglio aprofittarne.
Demetrio "Poliorcete" pone l'assedio ad Atene (294 a.C.); Tolomeo occupa tutta l'isola di Cirpo tranne Salamina, che è assediata; Seleuco occupa la Cilicia (294 a.C.).
Per meglio dedicarsi al fronte occidentale, Seleuco assegna l'oriente al figlio Antioco al quale cede in moglie la matrigna Stratonike (293-292 a.C.).
Contro la minaccia di Demetrio "Poliorcete", divenuto re di Macedonia (294 a.C.), si forma l'alleanza tra Lisimaco, Seleuco, Tolomeo e Pirro re dell'Epiro.
Lisimaco conquista la Ionia, Efeso e penetra in Cappadocia, divisa tra i potenti locali, ma anche Seleuco inizia la penetrazione politica in Ionia, rendendo al tempio di Dioyma la statua di Apollo sottratta da Dario "Il Grande" nel 494 a.C..
La guerra procede con l'occupazione della Macedonia orientale da parte di Lisimaco, mentre Pirro attacca la Macedonia occidentale (289 a.C.), poichè Demetrio "Poliorcete" è abbandonato dall'esercito.
Tolomeo "Soter", che ha affiancato al governo il figlio Tolomeo II (285 a.C.), interviene in Grecia offrendo protezione alla "Lega degli Isolani", attacca l'Attica, occupa Tiro, Sidone ed ottiene la flotta di Demetrio "Poliorcete".
Seleuco non ha ancora guadagnato nulla.
Demetrio "Poliorcete" sposta la guerra in Asia Minore sbarcando a Mileto, attraversa la Caria e la Ionia, giunge in Lydia e conquista Sardis. Affronta poi Agatocle, l'abile figlio di Lisimaco, che lo attira all'interno e verso oriente riprendendo i territori perduti (286 a.C.). Demetrio non riesce a trascinare l'avversario in battaglia e giunge in Cilicia (286-285 a.C.).
La primavera successiva (285 a.C.), Demetrio "Poliorcete" avanza a est contro Seleuco ma deve fermarsi a causa di una malattia ed è poi bloccato nella stretta valle di Kara, dei monti Amanos, prova a ripiegare ma è accerchiato. Le sue truppe si arrendono, Demetrio "Poliorcete" è catturato da Seleuco che lo tiene in prigionia a vita.
Lisimaco frattanto occupa anche la Macedonia occidentale respingendo Pirro (284 a.C.).

Contro Lisimaco.
Dopo la morte di Tolomeo I (283 a.C.), Lisimaco accoglie Tolomeo Keraunos, fratellastro di Tolomeo II, che intriga con la sorellastra Arsione (moglie di Lisimaco). Lisimaco crede alle false accuse lanciate contro suo figlio Agatocle e lo fa giustiziare. La vedova fugge da Seleuco assieme a Tolomeo Keraunos.
L'episodio scatena la guerra tra Lisimaco e Seleuco (282 a.C.).
Seleuco accetta l'offerta di alleanza avanzata segretamente da Philetairos di Pergamo, invade l'Asia Minore, prende Kotyaion, Sardis e sconfigge a Koroupendion Lisimaco che resta tra i caduti (281 a.C.).
L'Asia Minore tuttavia non può essere facilmente occupata a causa del suo frazionamento politico:

Seleuco deve fermarsi sette mesi per provvedere alla sicurezza delle proprie conquiste. Conferma a Philetairos il governo di Pergamo, pone la capitale della regione a Sardis, fonda le città di Laodikeia sul Lykos, Apameia Apollonia, Antiocheia, Laodikeia "Katakekaumene" (cioè "La Bruciata", per le sue miniere) e Seleukeia "Sidera" (cioè "Di Ferro").
Quando finalmente Seleuco sbarca in Tracia europea e muove verso Lysimacheia, commette l'errore di fidarsi di Tolomeo Keraunos che ordisce un complotto nell'esercito ed alla prima occasione lo pugnala (IX 281 a.C.). Philetairos acquista il suo corpo, lo fa cremare e consegna al figlio Antioco, che le seppellisce nel tempio di Nikatoreino in Siria (primavera 280 a.C.).
Tolomeo Keraunos si fa riconoscere re dai cittadini di Lysimacheia, occupa la Macedonia ma cade affrontando i Galati invasori (primavera 279 a.C.).
Antioco ottiene i territori del padre ma l'Asia Minore rimane terreno di lotta tra i regni di Pergamo, Ponto, Bithynia, Cappadocia, le tetrarchie Galate e le città costiere greche.
Il vasto regno fondato da Seleuco dura due secoli prima di cadere ad opera di altri due grandi imperi, quello dei Parti ad est e quello Romano ad ovest (64 a.C.).


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